Opere d’arte sotto la lente: Creazione di Adamo, di Michelangelo

14 Settembre 2017

Creazione di Adamo, Michelangelo Buonarroti, attorno al 1511, affresco (Cappella Sistina – Città del Vaticano)

 

Iniziamo ad analizzare il quadro nel suo insieme, e poi andremo a prendere alcuni dettagli per sezionarli e scoprire altri ‘segreti’.

 

Analisi d’insieme:

Michelangelo Buonarroti nasce in Italia nel 1475 in una famiglia povera, nonostante questo, all’età di tredici anni suo padre accetta che vada a studiare pittura a Firenze, dove si svelerà molto presto il suo immenso talento.

Impressionato dal suo dono, Lorenzo il Magnifico lo invita nel suo palazzo trattandolo come un figlio. Michelangelo può così studiare l’arte antica e dare inizio alla sua vita di pittore, scultore, architetto e poeta.

La sua arte dotata di una grande spiritualità mostra una maestria eccezionale delle tecniche artistiche e dell’anatomia umana.

Personaggio solitario, diffidente e molto orgoglioso, Michelangelo conosce la gloria durante la sua vita e muore a Roma nel 1564.

La creazione del primo uomo: 

Durante la creazione, Dio il Padre tende la mano verso il primo uomo, Adamo, per dargli la vita.

Incaricato dal Papa Giulio II per la decorazione del soffitto della Cappella Sistina, Michelangelo progetta la sua composizione attorno alle nove scene della Genesi descritte nella Bibbia, compresa quella della creazione di Adamo.

Per la preparazione di questa opere gigantesca, alla quale lavorerà per più di quattro anni, l’artista disegnerà numerosi schizzi, studiando le pose e i personaggi.

‘Lavorando in posizioni contorte, mi è venuto il gozzo e sono così ingobbito che il mio mento quasi tocca la mia pancia’: coricato sulla schiena in cima ad un’altissima impalcatura, Michelangelo lavora da solo.

Deve dipingere velocemente sulla superficie della calce fresca prima che si secchi. Con dei pigmenti diluiti nell’acqua crea una ricca palette di colori vivi e luminosi.

Questo grande colorista non ha certo scelto a caso le tonalità dei suoi affreschi, il rosso e il rosa, colori caldi, avvolgono Dio di vita, i verdi e i blu della terra rivestono Adamo di freddezza.

Tale immensa sinfonia di colori e di forme alla gloria di Dio, la cupola della cappella Sistina testimonia la potenza creatrice, la spiritualità e il genio di Michelangelo.

La forza che emana dai movimenti, e le proporzioni monumentali dei suoi personaggi ‘scolpiti’ col pennello, affascinano tutti i visitatori della cappella.

 

Analisi alla lente:

1- Al centro dell’affresco il gesto celebre col quale Dio dona vita all’uomo. Il suo dito sfiora appena quello di Adamo: come per una scintilla divina gli trasmette la sua anima.

2- ‘Dio creò l’uomo a sua immagine’, dice la Bibbia. Michelangelo rappresenta Adamo, il primo uomo, della stessa taglia di Dio e a sua somiglianza. Che perfetto controllo dell’anatomia umana e del movimento!

3- Portato in cielo da un mantello gonfio come una vela, Dio è sostenuto da una moltitudine di angeli. Tutto sottolinea, il suo slancio, la sua energia vitale: le pieghe del suo mantello e del suo vestito, le ondulazioni dei suoi capelli e della sua barba.

4- Per strutturare la sua composizione sulla cupola della cappella Sistina, Michelangelo divide la superficie dipingendo un’architettura immaginaria in marmo: finestre, cornici, capitelli e pilastri danno rilievo all’insieme.

5- Disteso da solo sulla terra, Adamo sembra risvegliarsi da un sonno profondo. Lui è nudo, Dio è vestito, il torpore e l’inerzia dell’uomo contrastano con lo slancio del creatore: Michelangelo sottolinea in questo modo l’opposizione tra la condizione umana e la condizione divina.

6- Recentemente, il restauro della cappella ha restituito tutto il loro splendore agli affreschi, diventati scuri con il tempo, come Michelangelo è riuscito ad ottenere dei colori così vivi?

 

 

Alla prossima puntata di ‘Opere d’arte alla lente’

laurArt

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