Big Magic – Elizabeth Gilbert

21 Novembre 2017
 

Titolo: Big Magic

Autore: Elizabeth Gilbert

Editore: Rizzoli – BUR

Voto di Patrizia: 5 stelle … e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!


 

Recensione a cura di Patrizia Ruggiu. 

Oggi vi presento il libro BIG MAGIC di Elizabeth Gilbert, conosciuta come l’autrice del best-seller ‘Mangia, Prega, Ama’ da cui la trasposizione cinematografica.

Il libro è una sorta di “manuale”, delle meditazioni dell’autrice con aneddoti autobiografici, sulla creatività. Qui di seguito vi riporto un riassunto delle “lezioni” principali estratte da quest’opera e di cui ho fatto tesoro.

 

‘Non insegnava loro come si scrive una poesia, ma piuttosto perché farlo: per la meraviglia. Per quella contentezza ostinata. Diceva loro di vivere la vita in modo creativo, così da potersi difendere dalla spietata fornace del mondo.
Ma soprattutto chiedeva ai suoi studenti di essere coraggiosi.’

 

CREATIVITÀ E UNIVERSO

‘L’idea vi sveglierà in piena notte, vi distrarrà dalle vostre occupazioni abituali. Non vi lascerà in pace finché non si sarà accaparrata la vostra completa attenzione.’

 

Secondo l’autrice le idee creative fluttuano nell’universo, chiunque può captare un’idea e personificarne il messaggio. Se lasciamo scappare questo input, o lo mettiamo da parte perché impegnati in altre attività, quest’idea continuerà a fluttuare in cerca di un altro essere umano che l’aiuti a manifestarsi.

 

 ‘A dire il vero, quando poi ci confrontammo più nel dettaglio, alcune differenze c’erano. Il mio romanzo era ambientato negli anni Sessanta, quello di Ann ai giorni nostri. Il mio riguardava il progetto di costruzione di una grande autostrada, quello di Ann l’industria farmaceutica. Ma a parte questo, era lo stesso libro.’

 

FORMAZIONE

Ma temo che in realtà, gli studenti che si iscrivono a questi corsi siano solo alla ricerca di una ratifica della propria validità: della prova di essere davvero creativi perché un pezzo di carta lo conferma.’

 

A questo punto è doveroso introdurre un’altra convinzione della Gilbert: l’arte è di tutti e non è una cosa per pochi eletti perché l’unica cosa che ci contraddistingue dagli altri esseri viventi è la creatività. Solo la devozione, la disciplina e l’esercizio porteranno “eventualmente” ad un risultato.

 

‘Soprattutto, c’è questa grande verità: per quanto eccezionali siano i vostri maestri, o stimata la vostra accademia, prima o poi il lavoro dovrete farlo voi. E alla fine i maestri non ci saranno più. Le pareti della scuola spariranno e voi sarete soli. Le ore che dal quel momento dedicherete a esercitarvi, studiare, fare provini e creare dipenderanno interamente da voi.’

 

LA CHIAMATA ARTISTICA

L’arte dev’essere libera, senza costrizioni e senza scadenze. È opportuno trovare la forma d’arte che amiamo perché d’altra parte se diventa un peso vuol dire che non era l’attività prevista per noi. Bisogna tenere comunque in considerazione che se questa forma d’arte è entrata nella nostra vita “per caso” è una sorta di chiamata, perciò se siamo coscienti che quest’arte è arrivata come una chiamata e però ci pesa, dovremo smettere per un po’ e provare altre forme di espressione e se tra queste non troviamo nulla di soddisfacente, ahimè sarà ora di ritornare alla forma d’arte originale.

 

CORAGGIO

L’autrice afferma che ci vuole coraggio per esprimersi e promuoversi. Presentarsi al mondo con la propria opera è un grandissimo atto di coraggio in quanto si potrà andare incontro a: derisione, rifiuto, giudizio e fallimento. In breve tempo scopriremo che i nostri sforzi sono stati vani, che c’è sempre qualcuno migliore di noi, che per la nostra opera non c’è mercato e che molto probabilmente verrà ignorata. Qui si inserisce il concetto di perseveranza che spesso non ripaga e richiede coraggio. Bisogna creare per la gioia di farlo e non ascoltare le critiche.

 

AUTENTICITÀ

Solo la nostra unicità può dare valore all’opera, dobbiamo esprimere i tesori interiori che sono nascosti dentro di noi da sempre. Elizabeth Gilbert suggerisce anche di non spingere troppo la creatività, nel momento in cui ci troviamo a un punto morto nella stesura ad esempio di un racconto, di smettere. Per superare i blocchi creativi e rientrare nel “flow” può essere utile far capo ad altre forme creative con l’unico scopo di restare incanalati nella creatività, questo può includere, cucinare una torta, dipingere, ecc.. Einstein stesso quando era in secca creativa e non trovava via d’uscita a una teoria matematica suonava il violino per ore per poi riuscire ad andare avanti con il suo lavoro.

 

SOLDI E STEREOTIPO DELL’ARTISTA TORMENTATO

L’autrice per prima ha mantenuto per molti anni un lavoro “normale” proprio per continuare nel suo intento di creare dell’arte con purezza d’intenti. Non bisogna dare all’arte l’importante compito di farci ricavare un beneficio economico. Molti amici della Gilbert sono crollati in una spirale autodistruttiva, soffocati dai debiti, proprio perché hanno dato all’arte questo compito. Se pretendi che l’arte ti dia sicurezza economica rischi di odiarla.

 

PERFEZIONE E PAURA

Nel libro il perfezionismo viene presentato come un alibi della paura. In primo luogo, la perfezione è una riduzione della creatività, è solo una convinzione limitante legata a un concetto inesistente. Se ci ossessioniamo nell’essere perfetti, dentro di noi si nasconderanno un’innumerevole quantità di paure (e da qui il coraggio). Il perfezionismo è solo un tentativo di nascondersi per essere immuni alla reazione del mondo. Qui vorrei anche aggiungere un altro concetto importante espresso nel libro: dal momento che noi siamo “liberi” di presentare la nostra opera al mondo, a sua volta il mondo è “libero” di replicare.
Gilbert considera la “paura” un’amica, bisogna abbracciare la paura perché in molti casi può essere buona consigliera, l’importante è riuscire a raggiungere il sottile confine tra convivere con la paura e non farsi sopraffare da essa.

 

STILE

Elisabeth Gilbert ha uno stile molto discorsivo e accattivante. In poco più di 200 pagine riesce a inserire svariati concetti complessi argomentandoli molto bene in modo da essere compresi da tutti. L’autrice ha il grandissimo dono di amare la scrittura e di scegliere accuratamente ogni parola.
Dopo il libro l’autrice ha curato un podcast dal nome “MAGIC LESSONS” (potete trovarlo su ITunes).

 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

All’alba dei 40 anni questo libro, assieme a molti altri letti in precedenza, mi sta aiutando a fare una valutazione delle mie capacità e a fare un lavoro interiore per scindere le “chiamate” dalla semplice voglia di creare e l’autenticità dalla voglia di essere originale. Non devo dimostrare nulla ma portare al mondo la mia unicità.

 

Buona lettura

Patrizia


Consigliato a: chiunque, a chi nella vita ha intrapreso un’attività artistica e per qualsiasi motivo ha smesso, a chi ha un sogno nel cassetto, a chi è un artista e/o un artigiano che svolge il proprio lavoro con passione, a chi fa il mestiere dell’insegnante!

Sconsigliato a: chi è pratico e razionale, a chi pensa solo alla carriera e al profitto, a chi non è interessato alla propria mente ed al proprio spirito e men che meno a modificare ed ampliare la propria visione della vita.

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