Costumi degli italiani 1: Un eroe moderno – Gianni Celati

19 Novembre 2018
 

Titolo: Costumi degli italiani 1 – Un eroe moderno

Autore: Gianni Celati

Editore: Quodlibet Compagnia Extra

Voto di laurArt: 2 stelle... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!


 

 

 

 

Premetto che non avevo mai letto nulla dell’autore prima di questo libro, che è accompagnato da un ‘seguito’ intitolato ‘Costumi degli italiani 2 – Il benessere arriva in casa Pucci’, che al momento non ho ancora letto ma è sullo scaffale della mia libreria. 

 

‘Una serie di racconti legati uno all’altro come nei telefilm a puntate, con personaggi e vicende che si intrecciano, in un arco di tempo che attraversa all’incirca gli anni del boom economico, quando tutti credevano di poter diventare ricchi e andare in paradiso senza pagar pedaggio.’

 

Sembra che Celati sia conosciuto per i suoi ‘racconti minimi’, io da non amante dei racconti, come ormai ben saprete, mi sono cimentata in questa lettura solamente perché si tratta di racconti concatenati tra loro a formare una sorta di romanzo unico. 

 

‘Eravamo una compagnia di appassionati ragionatori, e ragionavamo di tutto: della vita e della morte, della realtà e dell’apparenza, del tempo e dell’eternità, ma sempre arrivando a conclusioni che si capivano poco.’

 

Purtroppo sono rimasta parecchio delusa da questo libro. Forse mi aspettavo tutt’altro, o forse semplicemente mi è sembrato che in alcuni punti mancasse totalmente di sostanza. Non è riuscito a suscitare il mio interesse, non mi è particolarmente piaciuto lo stile della sua scrittura, non mi sono piaciuti i personaggi e non l’ho trovata né una lettura leggera, né tanto meno gradevole, ma piuttosto noiosa. Fortunatamente il libro è breve e questo mi ha permesso, seppur con fatica e noia di arrivare alla fine.

Ci sono state giusto alcune brevi parti che ho trovato geniali e interessanti, come la prossima citazione qui sotto.

 

‘Nel sogno ho l’idea che sia così la questione scolastica: tutti devono tornare sui banchi di scuola, anche se invecchiati, malati, rimbambiti. E tornarci a sostenere un esame con la stessa idea di quando eravamo scolari: perché non siamo mai maturati, siamo rimasti sempre dei bambocci, che volevano diventare qualcosa nella vita. E magari qualcuno ci è riuscito, però è rimasto un bamboccio lo stesso, e le interrogazioni continueranno sempre – ma questo non ce l’avevano mica detto.’

 

Spero vivamente che il secondo mi farà cambiare opinione e che non sia un altro supplizio come questo. Tra l’altro mi sono anche chiesta se possa c’entrare in qualche modo il fatto che non conosco molto bene l’Italia di quell’epoca e inevitabilmente faccio fatica, o non riesco proprio, a capire certi collegamenti, magari per chi è italiano o è cresciuto in Italia sarà molto diverso il modo di interpretare e capire questo libro, non saprei…

 

‘Quella era la sua funzione nella vita, la funzione benefica dei bari, dei bugiardi, degli impostori, dei furfanti, delle giovani chicas di cui parlava Passerini. E non c’è dubbio che la Zarri abbia guidato i suoi antichi spasimanti sulle vie dello spirito, più che se fosse stata una ragazza che non dice bugie.’

 

Mi resta nel frattempo la curiosità di sapere e sentire i commenti di chi invece l’ha apprezzato, per riuscire magari a capire qualcosa in più e ad avvicinarmi al senso di quest’opera, quindi se volete aiutarmi i vostri commenti saranno davvero molto graditi.  

Buona lettura

laurArt


Consigliato a: mi riservo i consigli per quando avrò letto anche il secondo.

Sconsigliato a: idem come sopra.

 

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