Il college delle brave ragazze – Ruth Newman

13 Dicembre 2018
 

Titolo: Il college delle brave ragazze

Autore: Ruth Newman

Editore: Garzanti

Voto di laurArt: 4 stelle e mezzo... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!


 

 

 

 

Finalmente un thriller psicologico come si deve! Sicuramente uno  dei migliori letti nell’ultimo anno. Devo dire che quando l’ho iniziato non avevo chissà quali aspettative per questo titolo, infatti l’avevo acquistato per pochi franchi in offerta nell’usato, ma invece mi sbagliavo. 

Non conoscevo l’autrice, ed ho scoperto che questo è il suo libro d’esordio, quindi lascia molto ben sperare per il suo secondo thriller intitolato ‘Cattive compagnie’ che, senza nemmeno bisogno di dirlo, acquisterò.

 

Sarà che amo molto i libri e le storie ambientate nei college o che i thriller psicologici sono il mio genere prediletto, ma questa scrittrice è riuscita a tenermi letteralmente incollata dalla prima all’ultima pagina, con un libro intrigante, particolare e complesso. 

Per qualche verso può ricordare Dorn, e se anche voi amate questo genere ve lo consiglio davvero. 

La trama racconta di questo college di Cambridge dove delle studentesse, tutte belle, ben viste, di buona famiglia e popolari,  vengono uccise a distanza l’una dall’altra e, quindi, si inizia a sospettare ci sia un serial killer in azione. Il capo della polizia investigativa inizia quindi le sue indagini avvalendosi dell’aiuto di un suo vecchio amico psicologo. 

 

‘E poi c’erano i giornalisti, la feccia della società, prendevano le loro parole e le rigiravano come volevano pur di creare l’effetto voluto. Avevano fatto di Amanda un candido agnello sacrificale, poi si erano stufati e l’avevano trasformata nella puttana di Cambridge.’

 

Il tutto inizia dal ritrovamento dell’ultima vittima, la sera della cena di Natale del College. Olivia viene infatti ritrovata vicino al cadavere di un’altra studentessa, completamente ricoperta del sangue della vittima e in stato di shock totale tanto da dover essere ricoverata per mesi in modo da riprendersi grazie alle sedute dello psicologo, che cercherà anche di riuscire a ricostruire i fatti di quella sera per aiutare il suo amico con le indagini.

 

‘Il corpo di Amanda Montgomery era disteso sul letto, braccia e gambe divaricate, sotto di lei le lenzuola erano zuppe di sangue. Era nuda, gli abiti sparsi in un mucchietto sul pavimento. Il corpo era trafitto da così tante pugnalate che sembrava l’avessero infilata in una Vergine di Norimberga. Profonde ferite da taglio le segavano braccia, cosce e polpacci. E, peggio del peggio, le avevano tagliato la testa, lasciando la carne e la pelle frastagliata attorno al collo.’

 

L’inizio non è proprio travolgente ma ingrana rapidamente e poi scorre veramente benissimo e non lascia un respiro di tregua al lettore.  

Sicuramente molto bella e interessante la parte delle sedute con lo psicologo, dove troveremo anche la tecnica dell’ipnosi, così come le valutazioni e le supposizioni dello stesso. Elemento chiave che non può mancare in un thriller psicologico ovviamente è proprio la presenza di un disturbo della mente o di una deviazione mentale che insinua dubbi e curiosità nel lettore. 

Infatti, nonostante dopo circa un centinaio di pagine fossi già sicura di aver capito tutto, assassino, movente, e affini, e non avessi dubbi sulla validità delle mie supposizioni, mi sono poi dovuta ricredere più e più volte, finendo avvinghiata in un vortice di dubbi. Ne ero talmente sicura che avevo già stabilito che la soluzione all’enigma fosse così semplice e scontata in modo voluto, ma ogni volta mi dovevo ricredere. Tutto il libro si basa su un sospetto che darà il tormento; l’assassino è lui o è lei? 

Come è successo a me, in alcuni momenti si è certi della propria intuizione, ma sfuggiranno sempre il «perché?» e il «come?». 

 

‘Insieme alle solite note psichiatriche, la cartella conteneva anche le copie dei rapporti di polizia sugli omicidi, che rilesse un’altra volta, sperando invano di trovare quell’unica tessera del rompicapo in grado di fornirgli un’illuminazione sulle due questioni essenziali: chi e – cosa per lui ancora più interessante – perché?’

 

Un’altra particolarità che ho apprezzato moltissimo è l’oscillare dai crimini passati all’ultimo commesso, differenziando le parti semplicemente  con un carattere tipografico diverso. Trovo che sia un’idea molto bella e raffinata.

Il finale, arrivati ad un certo punto si prevede ma allo stesso modo non si prevede. Sicuramente la ‘cultura’ del genere thriller psicologico che ognuno di noi ha influirà parecchio in queste intuizioni, però il movente, perlomeno per me, è stato davvero una sorpresa. 

Lo ritengo un ottimo finale, perfetto nella sua imperfezione, e mi è sinceramente dispiaciuto chiudere questo libro e terminare la lettura.

Non ho dato 5 stelle semplicemente perché la scrittura poteva essere leggermente migliore e perché per avere 5 stelle deve davvero essere un capolavoro, ma per il resto non gli manca assolutamente nulla.  

 

Buona lettura

laurArt


Consigliato a: chi naturalmente ama il genere thriller psicologico, chi non si impressiona davanti a scene forti e molto dettagliate, chi vuole un thriller non banale, chi ama i contorsionismi mentali.

Sconsigliato a: chi non ama le scene forti e molto dettagliate, chi non ama il genere, chi ama i thriller che puntano meno sulla psicologia, chi non ama i flashback nei libri.

 

Condividi
  • 4
    Shares

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!