Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood

30 Ottobre 2018
 

Titolo: Il racconto dell’ancella

Autore: Margaret Atwood

Editore: Ponte alle Grazie

Voto di laurArt: 4 stelle e mezzo... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!


 

 

 

 

Ed eccoci ad uno dei più recenti fenomeni letterari, un romanzo distopico, scritto e pubblicato in realtà già nel 1985, ma riportato nelle librerie da Ponte alle Grazie nel 2017, grazie al successo della serie televisiva ‘The Handmaid’s Tale’ tratta proprio da questo libro. 

Il libro ha avuto un enorme successo, tanto che a quattro mesi dalla nuova edizione era già stata distribuita la quarta ristampa. 

Ambientato alla fine del ventesimo secolo, quando il mondo sta cercando di riprendersi da una guerra mondiale, racconta dell’America, che non si chiama più America ma è diventata una repubblica a regime totalitario. 

Non esiste più libertà personale, non esiste più il divertimento, le donne sono sottomesse e perdono ogni diritto di decisione,  diventano semplici contenitori per dare alla luce i figli delle numerose donne sterili mogli di comandanti e uomini potenti, e vengono chiamate ‘ancelle’.

 

‘Eccitamento e orgasmo non sono più ritenuti necessari; sarebbero nient’altro che un sintomo di superficialità, come le giarrettiere vistose o i nei finti, cose superate.’

 

Ci sono anche altre categorie di donne, quelle troppo vecchie che diventano una sorta di governanti nelle ville dei comandanti, e sorveglianti delle ancelle. Ci sono quelle che per ribellione o per non essere state in grado di adempiere al loro compito, partorire un figlio per le coppie prescelte, vengono esiliate in un posto che nessuno conosce e dal quale non faranno mai più ritorno, probabilmente perché incontreranno presto la morte. 

Ogni categoria, di donne, ma anche di uomini, è obbligata a vestire abiti di un determinato colore, per distinguersi. Le ancelle vengono private di ogni libertà, non possono leggere, non possono scrivere, non possono parlare, avere contatti con altre persone, nulla, possono solo sottostare al loro ruolo. Incubatrici umane.

 

‘I guanti rossi sono posati sul letto. Li prendo, me li infilo, dito per dito. Tranne le alette che porto ai lati del viso, tutto è rosso: il colore del sangue, che ci definisce. La gonna scende sino alle caviglie, ampia, raccolta in uno sprone piatto che si allarga sul petto, le maniche sono lunghe. Anche le alette bianche sono dotazione obbligatoria; servono a impedirci di vedere, ma anche di essere viste.’

 

Un mondo dove tutto quello che esisteva fino a pochi anni prima, ormai è solo un ricordo che va sempre più sbiadendosi. I negozi, le città, gli affetti, la vita che tutti noi facciamo ogni giorno è stata distrutta, e a loro non resta che la rassegnazione.

 

‘Voltiamo le spalle al Muro, ci dirigiamo a sinistra. Qui ci sono vari negozi vuoti, senza insegna. Le vetrine sono scarabocchiate col sapone. Cerco di ricordarmi che cosa vi si vendeva, un tempo. Cosmetici? Gioielli?’

 

Il mondo diventato una prigione dalla quale non si può scappare. Una prigione che rinchiude tutti, donne, uomini, bambini, potenti e non. Un romanzo che ha un pregio sopra tutti, è davvero molto potente, di una potenza che sconvolge. 

 

‘Dovrei scalfire dei segni sulla parete, uno per ciascun giorno della settimana, e tirare una riga ogni sette. Ma a che servirebbe, questa non è una condanna alla galera; qui non c’è una pena da scontare, alla fine della quale si è liberi comunque.’

 

La Atwood è molto brava ad inserire tantissimi elementi un poco per volta, e a lasciar capire cosa stia accadendo con un ritmo molto lento e un’analisi molto attenta da parte del lettore. Ci spinge a riflettere e a porci delle domande, e purtroppo a renderci conto che questa, non è un’utopia come potrebbe apparire, ma è una possibile realtà sempre più vicina. 

Il difetto più importante del libro rimane forse solo la mancanza di informazioni e delucidazioni, che ce ne sia qualcuna in un romanzo distopico è perfettamente normale e caratterizzante di questo genere, ma con questo romanzo, a mio parere le cose lasciate in sospeso sono un po’ tante e lasciano con molti punti interrogativi. 

Il capitolo finale ‘Note storiche’ è assolutamente da leggere, ed è forse la parte più agghiacciante dell’intero libro, che presenta comunque un’ambientazione davvero cupa e per certi versi claustrofobica. Un libro non facile, duro e forte. Una lettura consigliata a tutti, e consiglio anche in seguito la visione della serie tv per avere un insieme più completo. 

Ero in dubbio se fosse un libro da 5 stelle, poi ho scelto di togliere mezza stella solo per appunto la grande mancanza di informazioni di cui parlavo prima. Resta ad ogni modo una delle letture più belle e sconvolgenti dell’ultimo anno.

 

‘Mi dispiace che ci sia tanto dolore in questa storia. Mi dispiace che sia a frammenti, come un corpo preso in un fuoco incrociato o smembrato a forza. Ma non c’è nulla che possa fare per cambiarla. ‘

 

Buona lettura

laurArt


Consigliato a: chi ama il genere distopico, chi ama i libri dal ritmo lento e con molte descrizioni di paesaggi, ambientazioni e piccoli avvenimenti, chi non ha paura di guardare in faccia alla realtà.  

Sconsigliato a: chi non ama il genere distopico, chi cerca un libro dal ritmo veloce e/o una lettura leggera, chi non ama le descrizioni troppo particolareggiate, chi vuole una risposta ad ogni domanda, chi crede che certe cose siano solo fantasie. 

 

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