Volevo essere una gatta morta – Chiara Moscardelli

3 Dicembre 2018
 

Titolo: Volevo essere una gatta morta

Autore: Chiara Moscardelli

Editore: Einaudi – Stile Libero Extra 

Voto di laurArt: 3 stelle... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!


 

 

 

 

Una scrittrice che non conoscevo e che ho trovato per caso nel periodo delle svendite nella mia libreria. 

Questo è il suo romanzo d’esordio e visto che spesso mi capita di aver voglia di letture leggere e non impegnative da intercalare ad altre con maggior spessore, non ho esitato ad acquistarlo attirata soprattutto dal titolo decisamente strano. 

Ho letto in seguito che è stata definita la Kinsella italiana, o anche che ricorda Bridget Jones nelle sue avventure; forse non direi la stessa cosa, ma sicuramente lo stile è quello, anche se in questo caso ancora molto acerbo e con qualche pecca, ma essendo il suo romanzo d’esordio lo trovo piuttosto normale. 

 

 

La storia, che è una sorta di autobiografia del suo alter ego, ironica e per certi versi anche riflessiva, inizia con Chiara, 33 anni e single, che si ritrova ad essere portata in sala operatoria per un intervento di rimozione di un fibroma ad un seno. 

Da li parte il suo viaggio-racconto dal momento della sua nascita, passando per l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza fino ad arrivare di nuovo all’oggi. Una sorta di cerchio dove racconta episodi ed aneddoti della sua vita, spesso esilaranti e decisamente sfortunati, che l’hanno contraddistinta per tutta la sua esistenza. 

Chiara da la colpa di tutto questo, in maniera molto ironica, al fatto di essere nata podalica. Evento che a suo dire era un presagio di quello che l’avrebbe aspettata una volta uscita dall’utero della madre. 

 

‘Sono nata podalica e per tutta la vita sono rimasta in piedi al gioco della sedia. All’asilo le bambine più carine avevano già il fidanzato che portava il loro cestino. A me, invece, toccava portare il mio e quello dei loro fidanzati.’

 

Tutto il racconto, che scorre davvero molto bene e velocemente, si svolge negli anni ’80, tra citazioni di film cult dell’epoca, canzoni, e ambientazioni tipiche di quei tempi. Questo è stato uno dei punti che ho maggiormente apprezzato in questo libro, forse perché essendo quasi coetanea dell’autrice (ho tre anni meno di lei), mi sono ritrovata perfettamente in questa gioventù e mi ha fatto fare un salto indietro nel tempo, quando alla fine tutto era diverso e più semplice, ma decisamente anche più ‘vero’ e bello. 

 

‘All’epoca, internet era stato introdotto da pochissimo (io personalmente non sapevo proprio cosa fosse), i computer erano un bene di lusso e ci si iscriveva agli esami firmando un foglio bianco. I cellulari, che oggi i bambini portano in classe al posto del cestino con la merenda, non erano ancora così diffusi. Le ricerche le dovevamo fare in biblioteca, non certo su Google.’

 

Durante tutto questo viaggio, il tarlo di Chiara resta sempre e solo uno: l’amore. Nonostante lo cerchi con desiderio e impegno non riuscirà mai a trovarlo, e vivrà per più di quindici anni intrappolata nella speranza che il ragazzo del suo primo innamoramento un giorno si accorga di lei e cambi idea. 

La vita di Chiara non sarà mai comunque noiosa o banale, circondata da un fedele e forte gruppo di amici che resterà unito negli anni, vivrà avventure in giro per il mondo con lo zaino in spalla, avrà avventure sentimentali, riuscirà a raggiungere la sua indipendenza trovando finalmente un lavoro che l’appagherà e soprattutto non si perderà mai d’animo nemmeno nei momenti più deprimenti. 

 

‘A sentir loro io ero tanto intelligente, tanto simpatica, tanto ironica, tanto tutto. Ma allora perché alla fine della serata se ne tornavano a dormire in camera da letto da soli o con la ragazza che era entrata nella sala comune cinque minuti prima e che in quei cinque minuti era riuscita là dove io avevo fallito?’

 

Un libro ottimo se avete voglia di qualcosa di poco impegnativo e che vi faccia sorridere e ridere. 

Personalmente leggerò ancora altro di questa autrice, perché sono davvero curiosa di vedere se con il tempo e l’esperienza sia migliorata, e se davvero potrà essere paragonata anche da me ad una Kinsella italiana, anche se la vedo dura, senza nulla togliere a questa giovane scrittrice. 

 

‘Ecco: diciamo che sono nella mia fase Bridget Jones. Quella Sex and the City purtroppo non è mai iniziata.’

 

Buona lettura

laurArt


Consigliato a: chi ha voglia di una lettura poco impegnativa e leggera, chi ha voglia di ridere e sorridere, chi ha vissuto la giovinezza negli anni ’80, chi si sente sempre un po’ come Bridget Jones. 

Sconsigliato a: chi non ama le letture leggere senza pretese, chi non ama i libri in stile Kinsella, chi non si concede mai un attimo di distrazione, chi non ha vissuto gli anni ’80 da giovane. 

 

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