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Bambini

Mancavano ormai poco più di due settimane al momento di archiviare questo 2015 e saltare a piedi pari nel 2016.

La fine di un anno porta sempre a considerazioni, riflessioni, buoni propositi e altri pensieri molto zen, che lo si voglia o meno.
Forse funziona un po’ come per i libri; quando se ne finisce uno, per quanto sia stato bello, o brutto, non si vede l’ora di iniziarne un altro con mille aspettative e la convinzione, quasi sempre errata, che non sarà nemmeno paragonabile a quello appena finito, il libro nuovo sarà un capolavoro, un bestseller che ci resterà nel cuore per sempre e ci cambierà la vita in positivo.
Ecco.
Per il cambio d’anno è la stessa cosa, e immancabilmente ogni fine d’anno ci ritroviamo con le stesse considerazioni, più o meno, gli stessi desideri, le stesse speranze e soprattutto gli stessi buoni propositi che ci trasciniamo dietro da minimo un decennio.
(continua a leggere nella pagina 2)

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C’erano una volta quattro donne che camminavano spedite in direzione di una grande porta in vetro automatica.
Nei loro occhi uno scintillio di brama non poteva passare inosservato.
Più si avvicinavano e più aumentavano i battiti cardiaci, le farfalle nello stomaco diventavano uno sciame di api impazzite e il loro passo accelerava con il calare dei metri che le separavano dalla meta.
Quella porta era l’equivalente della grotta contenente il tesoro della fiaba di Alì Babà e i quaranta ladroni, con l’unica differenza che per aprirla non occorreva conoscere la formula magica ‘apriti sesamo’.
Infatti, giunte a pochi centimetri dal vetro, esso si spalancò davanti a loro, mostrando l’ingresso per il paradiso.
Il Centro commerciale Lugano Sud.
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Venerdì sera.
Fissavo il mio armadio con l’eterno dilemma su cosa indossare.
In quell’istante dovetti ammetterlo; avevo assolutamente bisogno di una giornata di shopping selvaggio con le mie amiche.

Lo so, lo so; esiste questa leggenda metropolitana in cui si narra che le donne davanti ad un armadio pieno zeppo di abiti, tanto da non riuscire nemmeno più a chiuderlo, diranno sempre che non hanno nulla! Beh, non per niente è appunto una leggenda metropolitana, e come tale non corrisponde minimamente alla realtà.

Optai per una mise non troppo elegante ma abbastanza glamour.
Passai quindi alla scelta delle scarpe e lì mi resi conto, con grande dolore per il mio conto in banca, che di questo passo sarei finita presto a dover andare a vivere letteralmente dentro alle mie scarpe!
Cancellai questo pensiero con una velocità che avrebbe fatto impallidire anche Mastro Lindo.
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