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a1scuse

Il 10 gennaio era da sempre una delle nostre date predilette.
Il motivo?
Semplice, segnava la fine di tutte quelle festività quali; Natale, vigilia, ultimo dell’anno, capodanno, epifania, settimana delle catene di S.Antonio, Santa Madonna Vergine, Santi Pinco e Pallino, giornata mondiale dei Santi Tizio e Caio, e via dicendo, che, parlandoci chiaro, erano solo una scocciatura di dimensioni epiche, o se vogliamo, una fiera dell’ipocrisia travestita da babbo natale
(chi diavolo erano poi tutti quei Santi e Sante?).
Proprio per questo motivo, il 10 gennaio di ogni anno, nessuno di noi poteva esimersi dalla nostra cena anti-festività.
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lite donne

Cloé stava trafficando in cucina, impegnata in un nuovo esperimento per un dolce che le era apparso in sogno quella notte, e che voleva assolutamente inserire nell’assortimento della sua catena di pasticcerie come novità assoluta per il 2016.
Me ne stavo appollaiata su di uno sgabello, e mentre la osservavo, avevo l’impressione di stare per assistere alla nascita della cura per ogni malattia conosciuta.
Cloé sembrava un chimico, tutta assorta a pesare, misurare, dosare ed assaggiare gli ingredienti più disparati e strani.
Mentre trafficava con i suoi ‘intrugli’ mi raccontò di Sid e della sua ossessione verso di lei, che ancora non sembrava essere cessata.
Poi passò ad un altro argomento, ma io ormai ero già persa nei miei pensieri e non avevo sentito una parola di quello che mi aveva appena detto.
Davanti al mio mutismo, Cloé si girò verso di me, e mi trovò con il mento appoggiato alla mano, lo sguardo che fissava qualcosa di indefinito e l’aria completamente assente.
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big baci culo

Quel pomeriggio ero stesa sul divano con un nuovo libro che avevo iniziato da poco, la lettura mi risultava però difficoltosa.
Armata di analgesici di ogni sorta stavo cercando di trovare sollievo al tremendo mal di schiena che da alcuni giorni non mi dava tregua.
Abbandonai così la lettura e provai a scrivere il nuovo articolo per la mia rubrica ‘Coffee Time or Sex Time?’, ero in ritardo con la consegna e la mia editrice non mi avrebbe perdonata se non le avessi consegnato il tutto nel tempo prestabilito.
Scrivere è bello, per gli autori c’è sempre una sorta di magia nel vedere comparire le parole sullo schermo del loro computer e alla fine ritrovarsi con un pezzo, o un libro, che la gente leggerà, commenterà, amerà oppure, perché no, odierà.
Ma il bello sta anche in questo, correre il rischio.
In quell’istante i miei pensieri furono interrotti dal suono del mio iPhone, buttai un occhio e vidi che il nome di Sam lampeggiava come una luminaria natalizia.
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laura bar

Ero al telefono con il mio amico Chris che mi stava raccontando della sua nuova storia, sembrava essere partita con i migliori presupposti, e lui, naturalmente, era al settimo cielo.
Non riusciva ancora a credere che Sophie fosse realmente quella che si stava mostrando, ma voleva darle una possibilità e provare a lasciarsi andare.
Sbaglio o avevamo tutti lo stesso problema?
Chris, però, non stava più nella pelle dalla curiosità, voleva sapere di me, e mi tartassò di domande finché non gli raccontai del mio proseguo con Big.
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Mi ero appena addentrata nella vita ‘post MisterX’ quando ebbi l’approccio in assoluto più assurdo della mia vita.

Quel giorno, io, Sam e Cloé ci aggiravamo nel paradiso della casa: Ikea.
Il luogo ideale per spegnere ogni pensiero razionale e lanciarsi nei sogni più sfrenati e utopici, come ad esempio riuscire davvero a vivere in 4 mq ed avere spazio per tutto.

Eravamo ormai nei pressi dell’uscita, al reparto candele, pot-pourri e decorazioni varie, quando incrociai un uomo.
Mi guardò, mi sorrise, e proseguì tra gli scaffali.
Non ci prestai la minima attenzione.
Mentre afferravo l’ennesima candela di una lunga serie, il tizio mi si avvicinò.
Mi guardò di nuovo ed iniziò il suo approccio.
«Salve, c’é un sacco di scelta vero? Si comprerebbero tutte, è difficile scegliere», annuii senza il minimo interesse ma lui continuò
«Scusami se mi permetto di chiedertelo, che profumo usi? E’ davvero buonissimo, mai sentito un profumo così particolare»
Lo guardai basita. ‘Stava scherzando vero?’
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Venerdì sera.
Fissavo il mio armadio con l’eterno dilemma su cosa indossare.
In quell’istante dovetti ammetterlo; avevo assolutamente bisogno di una giornata di shopping selvaggio con le mie amiche.

Lo so, lo so; esiste questa leggenda metropolitana in cui si narra che le donne davanti ad un armadio pieno zeppo di abiti, tanto da non riuscire nemmeno più a chiuderlo, diranno sempre che non hanno nulla! Beh, non per niente è appunto una leggenda metropolitana, e come tale non corrisponde minimamente alla realtà.

Optai per una mise non troppo elegante ma abbastanza glamour.
Passai quindi alla scelta delle scarpe e lì mi resi conto, con grande dolore per il mio conto in banca, che di questo passo sarei finita presto a dover andare a vivere letteralmente dentro alle mie scarpe!
Cancellai questo pensiero con una velocità che avrebbe fatto impallidire anche Mastro Lindo.
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Concessione, fino a revoca, per uso illustrazione blog: Coffee time or Sex time
Concessione, fino a revoca, per uso illustrazione blog: Coffee time or Sex time

Doveva pur esistere un modo per scacciare momentaneamente il pensiero fisso di MisterX; e di tutti i ricordi che l’incombente primavera mi stava scatenando!

Primavera, stagione che per qualche misterioso motivo in tutte noi scatena effetti che ci rendono come fossimo sotto l’effetto di “Lucy in the sky with diamonds”.
Sorvoliamo sul fatto che, per noi donne la primavera ha inizio con il primo raggio di sole di inizio febbraio, iniziamo sentendo il classico profumo di pioggia in evaporazione, misto ad erba appena tagliata e Bleu de Chanel.
La città diventa un luogo mistico dove nei parchi vediamo spuntare mandorli in fiore ad ogni angolo; in realtà sono semplici siepi fiorite, e se siamo proprio fortunate magari qualche melo.
Le persone sorridono e iniziano a sfogliarsi come delle cipolle dai loro mille strati di abiti invernali.
Lo smog per le strade del centro diventa all’improvviso colorato e luminoso, e gli schizzi delle auto che ci sfrecciano accanto si trasformano in deliziose nebulizzazioni degne delle migliori SPA.
Diciamocelo, decisamente Lucy ci fa un baffo.

Quella mattina mentre bevevo il primo ed unico caffè della giornata ebbi finalmente la risposta al mio tarlo, che non mi faceva nemmeno più dormire; dovevo procurarmi un uomo farfalla.
L’uomo farfalla è la versione femminile del classico “chiodo schiaccia chiodo”, ma con alcune limitazioni ben delineate - a differenza degli uomini che non vanno troppo per il sottile in questi frangenti.
I requisiti erano: doveva abitare abbastanza lontano, in modo da non dover inventare troppe scuse per evitare di uscirci e vederlo. Doveva avere una buona padronanza della lingua italiana (odio i “xché”, “cmq”, “kome va?”, e tutta la serie di obbrobri molto in voga di questi tempi) insomma, che almeno sapesse scrivere “perché” nel modo giusto!
Un aspetto fisico gradevole era sicuramente gradito ma non strettamente necessario, ed infine, la prerogativa principale, io dovevo piacere a lui tanto da fargli perdere completamente la testa nel giro di un giorno.
Ma dove trovarlo?
Iniziai la mia ricerca nel luogo più accessibile, immediato e ricco di fauna maschile - un social network.(continua a leggere nella pagina 2)

gamba lago Lugano.
Città che permette di essere vissuta in innumerevoli modi.
Sia che voi siate il tipo chic, piuttosto che l’appassionato di trekking, o l’amante della vita mondana ma non troppo.
Lugano.
Una moltitudine di persone che camminano per le vie ogni giorno, con le loro storie e le loro vite.
Lugano.
Città in cui, le donne che la abitano, sono sempre più potenti; pagano le tasse, hanno lavori prestigiosi, sono spesso single, hanno superato i 35 anni e fanno shopping in Via Nassa con la loro Visa oro.
Queste donne le incontriamo ogni giorno, eppure sembriamo non volerci accorgere del potere che hanno acquisito. Ma, queste affascinanti e potenti donne, hanno un tallone d’Achille in comune con tutte le altre donne dell’universo; sopravvivere alla fine di una storia. (continua a leggere nella pagina 2)

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