Opere d’arte sotto la lente: L’Atelier, di Jan Vermeer

17 Agosto 2017

Una chicca per gli amanti del grande pittore olandese, con una sua opera davvero enigmatica, ritorniamo indietro nel tempo con un capolavoro forse meno noto di altre opere di Vermeer, ma assolutamente sublime.

L’Atelier, Jan Vermeer, attorno al 1670, olio su tela

 

Iniziamo ad analizzare il quadro nel suo insieme, e poi andremo a prendere alcuni dettagli per sezionarli e scoprire altri ‘segreti’.

 

Analisi d’insieme:

Quest’opera è conosciuta con vari nomi; L’allegoria della pittura, L’arte della pittura, Ritratto di Vermeer in una stanza con vari accessori, Pittore al lavoro, e probabilmente anche molti altri, ma più convenzionalmente viene chiamata Il pittore e la sua musa o L’atelier.

Numerose sono le ipotesi degli studiosi d’arte su questo punto ed anche sul significato di quest’opera di Vermeer.

La luce splendente del sole penetra dalla finestra nascosta dalla pesante tenda. Dona una tale illusione di profondità allo spazio che si racconta che un giorno un visitatore andò a guardare dietro la tela per vedere da dove venisse questo meraviglioso splendore luminoso.

La luce si riflette sul candore del muro, fa vibrare il giallo del libro e risveglia tutte le sfumature di blu del vestito della modella, i due colori prediletti da Vermeer.

Il sole illumina anche gli oggetti posati sul tavolo, gioca con le strisce della camicia bianca dell’artista che si vedono attraverso il giubbotto traforato, e con le increspature della carta geografica.

La luminosità straordinaria delle tele di Vermeer e la finezza dei suoi colori nascono dalla sua grande sensibilità poetica e dalla perfezione della sua tecnica.

E’ attraverso dei tocchi di bianco e di giallo che crea la magia della sua luce.

Vermeer studia scientificamente la prospettiva, ma analizza soprattutto i rapporti tra i colori.

Limpida, la sua pittura sembra riflettere perfettamente una serena realtà.

Analisi alla lente:

1- Schiena rivolta all’osservatore, il pittore nasconde il suo volto e la sua tavolozza. Si tratta probabilmente di Vermeer stesso. Questa tela è un’allegoria della pittura: ogni elemento del quadro evoca l’importanza di questa arte.

2- La giovane ragazza che si presta da modella rappresenta Clio, la musa della Storia, porta infatti i suoi oggetti: la tromba simbolo della gloria, il libro simbolo della storia e in testa la corona di alloro. Forse Vermeer ha voluto sottolineare che il pittore deve lasciarsi guidare dalla Storia e trarne ispirazione, oppure che la pittura, arte nobile, può influenzare il corso della Storia.

3- Dato lo spazio e la posizione che occupa la carta geografica all’interno della composizione, sembra avere una grande importanza: introduce il mondo esteriore in questa scena intima e racchiusa. Questa carta dei Paesi Bassi sottolinea inoltre il contributo dell’artista alla reputazione del suo paese.

4- Decorato con un’aquila a due teste, emblema degli Asburgo di Spagna, il lampadario riflette la luce proveniente da una finestra invisibile dietro la tenda. Com’è riuscito Vermeer a cogliere e riprodurre con tale maestria questa luce?

5- Sopra al tavolo, diversi oggetti sono disposti come in una natura morta. Hanno dato adito a numerose interpretazioni: la maschera di gesso rappresenterebbe la scultura per alcuni, mentre per altri il teatro; il quaderno sarebbe la rappresentazione del disegno per alcuni e degli spartiti musicali per altri, e via dicendo…

 

Chissà Vermeer cosa ci direbbe se potesse essere qui oggi?

Alla prossima puntata di ‘Opere d’arte alla lente’

laurArt

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2 commenti

  • Alberti 17 Agosto 2017a20:07

    Complimenti per l’analisi… Vermeer mi ha sempre affascinato!

  • laurArt 18 Agosto 2017a8:08

    Grazie Alberto, Vermeer è stato un artista davvero particolare e affascinante, sono contenta che tu l’abbia apprezzato 🙂 Un caro saluto laurArt

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