Avrò cura di te – M. Gramellini/C. Gamberale

 

Titolo: Avrò cura di te

Autore: Massimo Gramellini e Chiara Gamberale

Editore: Longanesi

Voto di laurArt: 1 stella ma anche meno … e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!

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Eccoci qua. Come vi avevo accennato nella recensione di ‘Per dieci minuti’ (Vedi QUI) ho provato a dare una seconda chance alla Gamberale, sperando che, magari in coppia con Gramellini, potessi rivalutare la mia opinione.

Già la copertina non mi ispirava granché, male impostata, poco accattivante, quasi un ammasso di oggetti messi li chissà per quale motivo. Leggendo poi il libro devo dire che l’attinenza con la storia in effetti è pressoché inesistente.

Il libro viene narrato da entrambi gli scrittori in uno scambio epistolare tra i due, nel quale la Gamberale interpreta Gioconda (detta Giò), e Gramellini l’angelo custode Filèmone.

Le prime pagine iniziano con il primo colpo di grazia, Gioconda ha rotto la sua storia d’amore con l’uomo della sua vita, e qui arriva subito un salto nello scontato una banalità più assurda non poteva esistere, il suo amore si chiama…Leonardo!

A questo punto, parlandoci sinceramente, avrei voluto chiudere il libro e lanciarlo dalla finestra, ma sono temeraria, o forse masochista, e quindi ho continuato.

Per tutto il tempo l’angelo Filèmone viene chiamato e nominato da Giò(conda) come l’Angelo scritto con la A maiuscola, forse la Gamberale aveva ancora qualche file che vagava nella sua mente del famoso Marito con la M maiuscola di ‘Per dieci minuti’. Mah?

Il linguaggio di Giò(conda) anche questa volta è identico a quello di un’adolescente. Piatto, vuoto, noioso e senza un minimo di spessore.

Come in ‘Per dieci minuti’ Giò(conda) riesce a rendersi odiosa e antipatica a livelli assurdi fin dalle prime pagine. Un susseguirsi di autocommiserazione (quando buona parte delle sue pene sono causate da lei stessa), lagnosa, noiosa, ripetitiva, assillante.

‘Giò, ma lui non smette di essere tuo, mentre dorme e mangia con lei. Io me lo ripeto ogni giorno: Newland non smette di essere mio, quando fa il marito di sua moglie. E ti assicuro che io non smetto di essere sua, quando sono la moglie di mio marito.’

‘Troppo complicato. Leonardo è più onesto di noi. Non vive di accomodamenti. E’ più coerente. Meno vittima di se stesso.’

‘E chi l’ha detto?’

Lo diceva sempre lui, Filèmone. E io gli credevo. Era roccia ferma, dove io diventavo mare cattivo. Ma sono passati solo tre mesi da quando mi ha lasciata e già sta facendo da roccia ferma a un’altra. Una Cosa Così, certo. Che però ogni notte s’addormenterà e ogni mattina si sveglierà nel nostro letto. Al mio posto. Vicino a lui.’

Filèmone, dal canto suo, immancabilmente le fa la ramanzina e poi la riempie di frasi fatte che nemmeno un libro di self-help riuscirebbe a sciorinarne così tante tutte insieme.

C’è stato un momento in cui mi sono chiesta se stavo leggendo un libro di aforismi e citazioni o un romanzo! Perché fondamentalmente tutto il libro è così…capitolo dopo capitolo fino all’ultima pagina, che grazie a Dio sono solo 187!

Normalmente cerco di non fare spoiler, ma qui c’è davvero poco da spoilerare anche volendolo fare, e quindi vi accenno un passaggio tanto per darvi un’idea di cosa avrete tra le mani se mai leggerete questo libro (e mi auguro di no, per la vostra salvezza mentale).

In un punto a caso della lettura, salta fuori un aneddoto sul tanto osannato Leonardo, pare infatti che avesse una fobia, quella di chiudersi in WC di notte (a fare cosa non si sa), tanto che la madre un bel giorno gli regala un copri asse imbottito in finto marmo per farlo stare più comodo.

Ora, sono l’unica a trovare allucinante e senza il minimo senso questa cosa? Avessero approfondito la sua fobia magari sarebbe anche saltato fuori qualcosa di interessante, ma scritta così a noi lettori che c’importa di Leonardo e forse delle sue emorroidi notturne?

Da metà libro circa, inoltre, Leonardo improvvisamente diventa l’innominabile! Non so perché ma mi ricorda qualcosa…complimenti per la fantasia innovativa.

Poco prima della fine spuntano tre paginette di numero, abbastanza interessanti, nelle quali si scopre qualcosa che, perlomeno io, non avevo immaginato, ma non dura molto questo momento di grazia, tre pagine appunto, perché il finale purtroppo è la fiera delle banalità. A partire dalla data dell’ultima lettera di Giò(conda) a Filèmone, fino a quello che accade, che immagino che qualsiasi lettore sia riuscito ad arrivare fino a quel punto del libro, l’avesse già capito pagine e pagine prima.

Un finale patetico, ma forse l’unico degno finale di un libro così vuoto.

laurArt

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Consigliato a: chi vive di citazioni e frasi fatte, chi ha un sacco di tempo da buttare via, chi vuole farsi del male.

Sconsigliato a: chi ama la letteratura e non quattro parole buttate su di un foglio a casaccio, al di là del genere o del tema trattato, chi vuole godersi un bel libro, chi ne ha piene le scatole di aforismi, citazioni e gente che si piange addosso. 

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2 pensieri su “Avrò cura di te – M. Gramellini/C. Gamberale

  1. Bellissima recensione! Mi spiace per Gramellini (ma perché??? Perché Massimo???) ma questo libro non lo leggerò. Grazie Laura! ?

     
  2. Grazie mille Silena, Gramellini non so se è rimasto contagiato dalla Gamberale ma è davvero deludente in questo libro…se vuoi farti un regalo non lo iniziare nemmeno 😉 Un caro saluto laurArt 🙂

     

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