Diario di una squilibrata – Clarissa Tornese

 

Titolo: Diario di una squilibrata

Autore: Clarissa Tornese

Editore: Bibliotheka Edizioni

Voto di laurArt: 2 stelle... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!

SE VUOI ACQUISTARE IL LIBRO LO TROVI QUI


 

 

 

 

Non sapevo che questa fosse un’autrice emergente (alla pubblicazione di questa recensione ha già pubblicato un secondo libro dal titolo Yolo, che non ho ancora letto ne acquistato, SE VUOI ACQUISTARE IL SUO SECONDO LIBRO CLICCA QUIe nemmeno sapevo dell’esistenza di questo libro che ho trovato per puro caso nella mia libreria di fiducia durante il periodo degli sconti del 50% più il 50% del prezzo scontato; in pratica quasi regalati! 

Attratta dal titolo e dalla copertina, come spesso mi succede, l’ho acquistato anche perché non costava più di 2 o 3 CHF e quindi alla peggio avrei buttato l’equivalente di un birrino al bar! 

All’inizio del libro troviamo una breve introduzione dell’autrice, dove spiega che il suo non è un libro autobiografico ma che gli eventi sono tutti reali, presi da racconti di amici o anche da esperienze personali. Di se stessa, tra le altre cose, ci fa sapere che ha poco più di trent’anni, è di Roma, è laureata in architettura (ma non pratica), è una sommelier professionista, ma non pratica nemmeno in questo, e scrive pur di fare qualsiasi cosa tranne lavorare. 

Il libricino che ha scritto, 150 pagine circa, racconta di Janis, una trentenne di Roma, che beve tanto, anzi troppo, che fuma tanto, anzi troppo, che non riesce a tenersi un lavoro per più di due giorni semplicemente perché non prende nulla sul serio, e che per farla breve è una giovane donna, ma adulta, irresponsabile, infantile, superficiale e con un’avversione enorme verso i bambini. 

 

‘Non ho fatto l’università, questo l’ho già detto, ma non stavo a casa tutto il giorno a far niente, ho sempre cercato di guadagnare qualche soldo. Ci riuscivo? No, alla fine tornavo sempre a rapinare il portafoglio di mia madre, non sono mai stata capace di mantenere un lavoro per più di pochi giorni. Il problema era, più o meno, sempre il medesimo: l’alcool.’

 

Janis, su consiglio della sua psicologa, inizia a tenere un diario, scritto rivolgendosi ad un pubblico immaginario. In questo modo, a noi lettori, sembrerà che sia rivolto proprio a noi. Il diario dovrebbe avere lo scopo di prendere coscienza del suo problema con un vita fatta quasi esclusivamente di alcool, fumo e sesso, ma non sembra funzionare molto, infatti troveremo molto frequentemente frasi del tipo «ok, aspettate che mi prendo un’altra birra e continuo a scrivere». 

 

‘Come vi ho già detto, la Dott.ssa F pensa che mettere nero su bianco ciò che mi accade mi aiuterà a tenere in ordine la mia vita. Pensare a cosa scrivo mi dà la possibilità di capire cosa sto vivendo. Bah, intendiamoci, non credo che scrivere al computer come vivo le mie giornate possa fare miracoli, però sarò sincera, farlo mi fa stare bene quindi sono felice di riuscire a continuarlo.’

 

All’inizio di ogni capitolo troviamo un post-it destinato al padrone di casa, tramite il quale Janis si inventa le scuse più improbabili per i tanti mesi di ritardo che accumula sul pagamento dell’affitto. Questa particolarità mi ha fatto subito pensare alla Kinsella con la sua serie ‘I love shopping’, anche se in questo caso ci troviamo davanti ad una bruttissima copia della Kinsella. 

Che dire? Un incrocio tra Kinsella, Bridget Jones, e altri libri o film cult dedicati al mondo femminile in chiave comica, solo che qui di comico c’è ben poco. Le battute sono banali e non mi hanno fatta ridere, non risultano nemmeno simpatiche. Il personaggio di Janis è  quello di un’eterna Peter Pan che se ne frega di tutto e vive come se avesse quindici anni, mentre invece ne ha trenta. 

Sia ben chiaro che sono la prima a sentirmi meno dell’età che ho, ad adorare aperitivi o cene annaffiate da buon vino, a fumare sigarette, a non avere figli un po’ per scelta un po’ per destino, e a non amare nemmeno particolarmente i bambini, specialmente quelli molto piccoli; ma… ma mi sono sempre guadagnata da vivere e mantenuta da sola in modo molto dignitoso e spaccandomi il didietro come si suol dire. 

 

‘«Senti, voglio essere sincera con te, a me i bambini non piacciono. E non parlo di non piacere come può non piacerti la pasta scotta, parlo di ribrezzo vero, tipo allergia. Non mi piacciono le loro vocine stridule, i pianti, i capricci, il loro odore, il loro aspetto, le loro tremila domande stupide, la loro perenne ricerca di attenzioni. Li trovo davvero noiosi e tutti uguali, in più non bevono e non hanno un cazzo di interessante da dire…»’

 

Non sono nessuno per giudicare il modo di vivere di qualcun altro, e nemmeno voglio farlo, che sia una persona reale o un personaggio di un libro; esprimo solo le mie perplessità personali su Janis che sembra fregarsene di tutto e tutti pur di non assumersi nessuna responsabilità. In fondo forse mi dispiace anche per lei, la vita è una sola e non andrebbe buttata via così. 

Comunque per concludere direi che è un libro leggero, che lascia il tempo che trova, che non capisco come le 5/6 recensioni che si trovano in rete siano tutte da 5 stelle o più, che forse sono io quella strana che in un libro cerca molto altro (e non parlo solo di cose serie visto che sono una Kinsella-dipendente!), o che semplicemente non l’ho capito. 

Non me ne abbia l’autrice, nulla contro di lei (che nemmeno conosco), o contro il suo libro. Se vi piace il genere sono felice per voi, ma purtroppo non mi sento di consigliarlo e ho dato due stelline perché una sola stellina ai giovani emergenti non la darei mai… le ossa e la gavetta dobbiamo avere tutti la possibilità di farcela e quindi, Clarissa, aspetto di restare piacevolmente stupita dal tuo prossimo libro. 

Buona lettura

laurArt

SE VUOI ACQUISTARE IL LIBRO LO TROVI QUI

SE VUOI ACQUISTARE IL SUO SECONDO LIBRO CLICCA QUI


Consigliato a: chi è molto giovane e subisce ancora il fascino degli pseudo sesso-droga-Rock&Roll, chi ama questo genere (che non saprei nemmeno definire), chi cerca un libro definito come comicità femminile e che non bada alla forma o allo stile della scrittura, chi lo trova a meno di 2 CHF (o 1 Euro).

Sconsigliato a: chi ama i libri leggeri ma che scorrono e lasciano con il sorriso sulle labbra, chi ama Kinsella e la sua serie I love shopping, chi ama Bridget Jones, chi cerca anche sostanza insieme al divertimento, chi pur mantenendo un animo giovane e pazzo dà valore ad una scrittura che sa il fatto suo. 

 

Condividi
Torna in alto
error: Content is protected !!