E alla fine c’è la vita – Davide Rossi

 

Titolo: E alla fine c’è la vita

Autore:Davide Rossi

Editore: Apollo Edizioni

Voto di laurArt: 4 stelle e mezzo... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!

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E alla fine c’è la vita, eh si, alla fine c’è sempre la vita, perché tutto quello che facciamo e proviamo fa parte della vita, che ci piaccia o no.

 

 

Vi presento innanzitutto brevemente l’autore: Davide Rossi è un giovane scrittore cresciuto in un piccolo paese della provincia di Pavia. Nonostante gli studi di natura  prettamente scientifica, continua a coltivare due grandi passioni che lo accompagnano fin dalla tenera età: il cinema e la scrittura. La stesura di varie sceneggiature rappresenta dunque un’evoluzione  naturale e una di queste, scritta a sei mani, risulta nel film “Benvenuti a casa Verdi” del 2013 (Muccapazza film). Parallelamente all’esperienza cinematografica inizia una fase di sperimentazione che l’ha portato a partecipare a diversi concorsi letterari con racconti brevi, poesie e saggi. “E alla fine c’è la vita” nasce in seguito, e dall’unione, di tutti questi percorsi.

 

Mi accingo a leggere questo libro e mi rendo subito conto che non sarà un libro «standard», di quelli a cui siamo abituati un po’ tutti. Si nota subito la composizione particolare, che risulta praticamente come una sorta di diario orario degli avvenimenti di una giornata di alcuni personaggi. 

Vi faccio un esempio; Marco, 21 gennaio, ore 14.17/15.15, e sotto, con frasi brevi e succinte c’è quello che succede. Ogni capitolo ha come titolo ‘L’inutilità di chiamarsi …’, Marco in questo caso, ma anche tutti gli altri nomi presenti nel libro. 

Scorrono le pagine e, scorrono scandite dall’orario, le vite di alcuni giovani ragazzi alla disperata ricerca di una bolla di aria diversa, di una boccata di ossigeno, ricorrendo a tutto ciò che fa sentire vivi, legale o illegale che sia. 

Si annullano e si autodistruggono, si buttano a capofitto nel fuoco, cercano la vita che va vissuta non a 80 all’ora, ma a 200 all’ora, come per scappare all’ansia che li circonda e li pervade in ogni istante, ma l’ansia corre più veloce di loro e li porterà inesorabilmente sul fondo dell’abisso dove avranno la possibilità, oppure no, di riemergere, oppure no.  

Qualsiasi sarà la loro scelta necessiterà di una decisione, e di un cambiamento drastico e sconvolgente. 

 

Si può definirlo libro? O bisogna parlare di copione? La sensazione che ho avuto da subito, e che non mi era mai capitata con nessun altro libro, è stata quella, appunto, di leggere un copione. Sensazione strana, è vero. Sensazione però bellissima. Per un lasso di tempo mi sono trovata ancora di più, di quanto mi succede con qualsiasi altra lettura, a plasmare e costruire i volti, le personalità, le location, la luce e i colori di tutto quello che avveniva, a mio piacere e a mia totale fantasia, come se fossi una regista. Sensazione favolosa che mi resterà per sempre impressa nella mente e nel cuore, e per questo: grazie Davide!

Una storia vivace, che scorre rapida, a volte con un ritmo quasi frenetico. Molto intelligente e profonda, forse nascosta sotto ad un’apparenza frivola o leggera, ma non lo è assolutamente. Carico di emozioni questo libro è sicuramente un ottimo esordio per uno scrittore che mi auguro continui nella sua arte. 

 

‘MARIANNA

È questo quello che perdo? Le sbronze, il sesso occasionale, il mal di testa del giorno dopo, le feste a tema, le feste del lunedì, del martedì, del mercoledì, del giovedì, e che cazzo anche quelle del venerdì, e l’uscita tra amici del sabato. È questo che mi perdo? Le lezioni con professori stronzi, che pensano di poter decidere su di te e conoscere anche chi sei. La laurea? Una laurea che mi servirà a fare la commessa in qualche negozio… è questo che mi perdo? Rosanna non sa cosa rispondere, quello sfogo l’ha colta di sorpresa. Marianna si alza e si mette il giubbotto.

MARIANNA

Beh, mi dispiace, ma forse è venuto il momento di cambiare. 

Se ne va lasciando l’amica da sola, seduta al tavolo.’

 

Sicuramente un ‘modo’ di leggere e di scrivere totalmente diverso e particolare, e per questo motivo lo consiglio anche ai più scettici; sono del parere che qualche volta non può farci che bene uscire dai soliti schemi in cui ci troviamo tanto a nostro agio e avventurarci per una strada forse bizzarra ma che ci lascerà un ricordo indelebile. 

Davide è in primis uno sceneggiatore, come dicevo nella sua presentazione, e questo naturalmente non si può non notare, ma non per questo il suo romanzo deve essere penalizzato, anzi…

Che dire se non che c’è tutto, e quello che non c’è ce lo mettete voi, perché Davide vi ha fatto questo grandissimo regalo, poter essere registi per qualche ora e crearvi il vostro personale film leggendo un libro, e scusatemi se è poco! 

Prendete un libro ‘classico’ di trecento pagine, riducetelo a cento pagine eliminando tutto quello che è superfluo per la comprensione e lo svolgimento della storia, togliete e tagliate ambientazioni descritte nei minimi particolari, articoli o aggettivi o tutta quell’altra roba tanto ‘acculturata’ quanto a volte usata male e inutile, e mettetecivi il vostro. Il vostro cuore. Il vostro estro. La vostra fantasia. I vostri desideri. Le vostre preferenze. 

Ecco. Questo romanzo è il risultato del ‘vostro’.

 

‘MARCO

Tu sei?

MARIKA

Spagnola.

MARCO

Scusa se te lo chiedo, forse è l’ora, l’ubriacatura, il freddo,…

MARIKA

Se ho un ragazzo? No.

MARCO

Si, grosso modo è quello che volevo sapere. 

Marika si mette a ridere seguita a ruota dal ragazzo.

MARIKA

Non volevi sapere questo vero? 

MARCO

Volevo sapere se puoi farmi dell’altro tè, visto che questo si è raffreddato.

La ragazza gli sorride, si alza e si mette a scaldare l’acqua.’

 

Buona lettura

laurArt

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Consigliato a: chi non ha paura di avventurarsi su strade nuove, chi ama viaggiare con la fantasia e costruirsi la propria visione personale di un libro, chi ama i libri dal ritmo veloce, chi ha sognato anche solo una volta di poter essere un attore o un’attrice o un/una regista.

Sconsigliato a: chi percorre sempre la stessa strada per paura del nuovo e del diverso, chi ama i libri e le storie solo se sono dettagliate nei minimi particolari e non lasciano spazio alla propria immaginazione.

 

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