Notice: Trying to access array offset on value of type bool in /customers/2/9/1/laurart.ch/httpd.www/wp-content/plugins/wp-super-cache/wp-cache.php on line 3716 Eppure cadiamo felici – Enrico Galiano – BooksCafè… consigli di lettura e recensioni

Eppure cadiamo felici – Enrico Galiano

 

Titolo: Eppure cadiamo felici

Autore: Enrico Galiano

Editore: Garzanti

Voto di laurArt: 3 stelle e tre quarti... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!

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Enrico Galiano è un insegnante che nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia. Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per l’Europa con un uno zaino, una penna e tanta curiosità. ‘Eppure cadiamo felici’ è il suo primo romanzo.

Inizialmente può sembrare la classica ‘storiella adolescenziale’, ma procedendo nella lettura ci si accorge subito che c’è qualcosa di diverso, più intenso, intrigante, misterioso e per nulla scontato o banale. Non per nulla è stato scritto da una persona che sapeva molto bene di cosa scriveva, conoscendo e insegnando agli adolescenti chi più di lui può sapere cosa pensano e cos’hanno dentro il loro misterioso mondo interiore?

La trama parla di Gioia e la sua solitudine. Una diciassettenne che come passione ha quella di fotografare le persone di spalle (perché è l’unico modo in cui non possono mentire), e anche quella di collezionare parole uniche e intraducibili di ogni lingua del mondo,

come l’ultimo verso di una poesia di Rilke, che se la scrive sul braccio ogni giorno per non dimenticarla mai: ‘Wenn ein Glückliches fallt.’, intraducibile in italiano ma che pressapoco significa ‘Quando la felicità è qualcosa che cade’.

 

 

 

‘E pensa a quelle labbra grandi, alla risata che non vede da secoli – sono settimane ma sono secoli -, a un mucchio di sensazioni intraducibili che prova adesso tutte insieme – utsura utsura, che in giapponese significa «quando non sai se sei sveglia o stai dormendo»; geborgenheit, che in tedesco significa «quel senso di sicurezza che ti dà stare vicino a qualcuno a cui vuoi bene»; gigil, che in lingua tagalog delle Filippine indica la voglia di far male a qualcuno da quanto desideri toccarlo e stringerlo e sentirlo; e molte, moltissime altre…’   

 

Gioia, che a scuola viene chiamata da tutti ‘maiunagioia’, alla quale non interessano trucco e vestiti, che ascolta musica rock di quando nemmeno era ancora nata, eredità lasciatale dal nonno così come la passione per i Pink Floyd, che ha una sola amica che è immaginaria, che vive in un fatiscente quartiere di palazzi popolari con due genitori separati, violenti e alcolizzati e una nonna attaccata ad una flebo. Gioia che di tutto questo se ne frega, non le importa, o forse le importa ma non riesce a dire nulla e subisce restando nel suo mondo immaginario dove tutto è migliore.

 

‘Il fatto è che Gioia da quando è in prima elementare ha la tendenza ad aprire una parentesi dal mondo e buttarcisi dentro… Fin da allora, più o meno, Gioia aveva scoperto che poteva essere molto più avvincente il mondo dentro alla sua testa che quello là fuori.’

 

Ma poi arriva ‘Lo’, un diciottenne che si porta sempre dietro un vaso pieno di sassi, che incontra per caso e continuerà ad incontrare solo di sera mentre tira freccette al bersaglio fuori da un bar chiuso.

Lo, è diverso da tutti gli altri, Lo, che lei chiama ‘articolo indeterminativo’ riuscirà a farle provare per la prima volta nella sua vita qualcosa che nemmeno Gioia sa cosa sia; l’amore.

Un incontro casuale che genererà un amore delicato, sofferto e molto complesso, con colpi di scena e avvenimenti davvero inaspettati, tanto da portare Gioia a chiedersi se sia davvero reale, immaginario, o se lei stessa stia impazzendo.

 

‘Si, l’amore dovrebbe essere sapere già quello che succede, saperlo sempre, anche da lontano, anche da separati, per assurdo, sapere sempre chi è l’altro e cosa vuole e cosa fa e in cosa crede, perché dovrebbe essere come davanti a un quadro o a una canzone o a un libro: se c’è bisogno di spiegarli, allora vuol dire che non sono abbastanza forti, abbastanza chiari, abbastanza veri da spiegarsi da soli.’

 

Un libro che ho trovato molto introspettivo, specialmente se letto ad un’età distante dall’adolescenza.

Tutti i temi presenti sono ben affrontati, i personaggi descritti minuziosamente e intimamente, il tutto condito da una scrittura scorrevole, ricca di dialoghi e con un linguaggio che tra una citazione filosofica, una musicale e una sempre comunque colta, riesce ad intercalare alcuni termini del gergo giovanile senza nessun disturbo per la lettura.

Da non tralasciare sicuramente è la figura del professore di filosofia, il Professor Bove, assolutamente affascinante, incantatore e perfetto. Sicuramente il personaggio più interessante e fondamentale dopo Gioia e Lo.

 

‘La vita che ci capita è la vita che ci capita. Lo so che ci sono centinaia di teorie sul destino, o sul karma, o sulla giustizia divina. Aristotele, Hegel, perfino Schopenhauer, in fondo, erano tutti convinti che ci fosse un disegno preciso, un bello schema prestabilito di concatenazioni di cause ed effetti. La mia idea è che sia tutta, tutta quanta, sempre, solo una questione di culo.’

 

Galiano si distanzia dall’universo adolescenziale standardizzato, dagli stereotipi e dal conformismo e ci mostra un mondo visto con gli occhi di quell’adolescente che è ‘diverso, emarginato ed isolato’ solo perché esula dai canoni della moda o del ‘normale’.

Consapevole delle imperfezioni che questo libro ha, non posso fare a meno di consigliarlo agli adolescenti sicuramente, ma anche e soprattutto a chi adolescente non lo è più da molto tempo, perché a mio parere è proprio dalle imperfezioni che spesso nasce qualcosa di straordinario.

 

‘Il successo non è camminare sul tappeto rosso e avere i paparazzi sempre al collo, il successo è un participio passato, è un verbo che semplicemente le dice: è successo! Qualcosa è successo. E’ possibile! E’ la dimostrazione che è possibile far succedere le cose, far andare la vita dove vuoi tu. Il successo può essere anche solo riuscire a coltivare un bell’orto, o dipingere la casa del colore che vuoi tu, o riuscire a girare l’Europa a piedi. Il successo è soltanto far succedere le cose. Lei si prepari, perché si vede benissimo che ne farà succedere tante.’

 

Buona lettura

laurArt

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Consigliato a: chi è adolescente, a chi non è più adolescente anche da molti anni, a chi non si ferma agli stereotipi, a chi ha voglia di una storia dolce, misteriosa, leggera ma allo stesso tempo molto introspettiva, a chi cerca un libro che si divora in due giorni.

Sconsigliato a: chi ha dimenticato cosa significa essere adolescenti, a chi ha pregiudizi su questo tipo di trame senza aver letto il libro, a chi si limita a leggere senza andare in profondità anche quando il tema può sembrare leggero, a chi cerca libri con una sostanza di un certo tipo, a chi non ama le letture distensive e ‘leggere’.

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