La devota – Koethi Zan

 

Titolo: La devota

Autore: Koethi Zan

Editore: Longanesi

Voto di laurArt: 5 stelle... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!

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Dell’autrice americana che ha esordito con il thriller intitolato ‘Dopo’ scopriamo il suo secondo thriller, ‘La Devota’. 

Premetto che non conoscevo questa scrittrice se non per sentito dire, e rimedierò al più presto con la lettura del suo libro d’esordio. 

La devota è sicuramente un thriller molto particolare e difficile da recensire, nonostante io l’abbia letteralmente adorato, perché ha tantissimi elementi intrinsechi e molti punti a favore ma anche qualche pecca che però non è riuscita a smorzare il mio amore verso questa storia. 

Inizierò con il dire «Finalmente un vero thriller psicologico degno di questo nome!». Dopo parecchie delusioni prese nei primi 6 mesi del 2019, finalmente è arrivata una lettura che mi ha appassionata come poche da tempo e che mi ha letteralmente inchiodata alla sedia senza la possibilità di smettere di leggere. 

Si tratta di un thriller psicologico con un punto di vista interno, in pratica seguiremo la storia di una ragazza, Julie, che viene improvvisamente rapita, apparentemente senza alcun motivo; e della sua prigionia. Ci ritroveremo quindi all’interno della casa di Cora e James, dove Julie sarà segregata e vivremo molto intensamente tutto quello che accadrà, scoprendo via via gli aspetti psicologici dei tre personaggi principali. Il mondo all’esterno di quella casa non verrà quasi mai nemmeno nominato, tranne per i vari flashback che ci aiuteranno a capire i loro vissuti. 

 

‘Un pensiero la tormentava: che, dopo aver organizzato la sua vita con tanta cura, dopo aver lavorato sodo per realizzare i suoi obiettivi, dopo gli anni dedicati allo studio per prendere il massimo dei voti, dopo le lezioni di danza, dopo le notti passate a parlare con Mark, dovesse infine concludersi tutto così, in un incubo stupido e assurdo che non aveva mai preso in considerazione, che pensava fosse statisticamente impossibile. Una specie di telefilm horror, di cui però era lei la protagonista.’

 

Un thriller che inizia con le prime due/tre pagine che mi hanno fatta fermare un istante perché mi sembrava che la scrittura fosse molto elementare e povera; ma alla quarta pagina tutto prende ritmo e fortunatamente ci si ritrova con un libro scritto divinamente e che riesce a catturare al 100% l’attenzione del lettore e farlo entrare in una bolla di sapone dove davvero scompare tutto il mondo esterno. 

Un tema molto forte presente nella storia è la dinamica tra vittima e carnefice; in questo caso possiamo dire che il carceriere diventa a sua volta vittima in un gioco di ruoli complesso e molto intrigante. 

Cora e James sono una coppia, lui è il violento, il ‘creatore’ di tutto questo orrore, il burattinaio ossessionato da una sua visione della religione che lo porta a rapire, e rinchiudere in una stanza, giovani donne che a suo dire sono di importanza vitale per la realizzazione della rivelazione. 

Lei, è da subito evidentemente sottomessa e plagiata dalle parole di lui, e appena tentenna per un solo secondo immediatamente il terrore la riporta sulla via di James.

 

‘Non doveva cedere a quei pensieri. Anche ora, che aveva la mente in subbuglio ed era in preda a un panico crescente, doveva credere in lui. Tutto il male che avevano fatto non avrebbe avuto senso, se lui non fosse stato un santo, se non avesse obbedito a qualche  potenza superiore che giustificava la violenza inflitta ai Miscredenti e alle Servitrici. Ma certo, lui era un santo. Tutto il resto era impensabile.’

 

Tutta la vicenda è raccontata usando il doppio punto di vista delle due donne, Cora e Julie, mentre James diventa quasi immediatamente una sorta di figura di contorno sempre più assente. 

I numerosi flashback legati al passato di Cora aiuteranno il lettore ad entrare nella sua mente e a capire gli eventi che l’hanno segnata e il ‘cosa’ l’ha portata ad essere quella che è oggi. 

 

‘«Non mi fa paura. Pensa che la mia vita sia inutile? Avanti faccia quello che vuole. Mi uccida. Prima però mi dica, perché mi interessa saperlo: che cosa le è successo? Deve avere subito un trauma orribile per finire in questa fogna. Qualcosa che l’ha conciata per le feste.»’

 

Ho amato tantissimo la caratterizzazione psicologica dei personaggi, molto precisa, dettagliata, e con uno stile che credo contraddistingua la scrittrice: semplice, serrato e che arriva dritto al lettore impedendogli di non lasciarsi coinvolgere dalla lettura.

Il tutto condito, come ogni buon thriller, da adrenalina, colpi di scena, misteri e svolte inaspettate. 

Il finale forse poteva dare qualcosa in più, comunque ci sta, ma i dialoghi che avvengono tra due personaggi sembrano davvero quelli di due (passatemi il termine) idioti! Sono rimasta davvero allibita, non sono riuscita a darmi una spiegazione sensata a questa caduta di stile linguistico proprio nelle ultime pagine… mistero!

Comunque resta il fatto che è in assoluto il miglior thriller che io abbia letto nei primi 8 mesi del 2019, e per questo e molto altro aggiudico finalmente 5 stelle pienissime.

Buona lettura

laurArt

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Consigliato a: tutti gli amanti dei thriller, in particolar modo psicologici; chi cerca un libro che lo tenga incollato alle pagine e che non dimenticherà facilmente.

Sconsigliato a: chi non ama il genere e nessun altro. 

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