The Store – James Patterson con Richard DiLallo

 

Titolo: The Store

Autore: James Patterson con Richard DiLallo

Editore: Longanesi

Voto di laurArt: 4 stelle... e il vostro?  Potete votare anche senza iscrizione!

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Come promesso nel post dei consigli di lettura per l’estate 2018 (leggi QUI), ecco la recensione completa di questo libro.

 

 

 

 

Patterson ci presenta questo libro che non è assolutamente il solito thriller, ma bensì una storia dallo stampo ‘Orwelliano’ che ci ricorda molto il capolavoro 1984, non tanto per la trama, ma piuttosto per l’immaginazione di un mondo futuro all’apparenza improbabile ma in realtà molto più vicino e possibile di quanto si possa pensare. 

Sarà anche questo un incubo destinato a realizzarsi? 

 

 

 

 

‘«Sicuramente sa già dove mi trovo.» Per averne conferma, alzo lo sguardo e vedo un drone equipaggiato di una quantità industriale di telecamere che ronza sopra di me, registrando ogni mio passo. Come ho potuto dimenticarmene? Il cielo pullula di droni che sfrecciano di qua e di là a coppie, a gruppi o in solitaria. Oggi, a New York, nessuno passa inosservato.’

 

Jacob e Megan, marito e moglie entrambi scrittori di New York, si trovano a dover fare una scelta quasi obbligata. 

Trasferirsi in Nebraska con i due figli di 16 e 13 anni, per lavorare presso una delle centrali più grandi di The Store in modo da poter indagare e carpirne i segreti e scrivere in seguito un libro per far sapere al mondo intero cosa sta accadendo. The Store infatti in Nebraska ha in pratica costruito una città intera riservata solo ai dipendenti, riuscendo a controllarli così anche nelle loro vite private.

 

‘Evidentemente il centro cittadino era stato creato per consolare e allettare gli anziani, gente che non aveva la minima intenzione di fare shopping online. Si trattava di persone che avevano bisogno di toccare le arance, di annusare i fiori e di provare un paio di scarpe prima di comprarle. Così The Store aveva costruito una piccola città appositamente per loro. Sapeva che sarebbe stata temporanea, che di lì a poco quei vecchi sarebbero morti e il mondo sarebbe passato nelle mani di una nuova generazione in grado di usare contemporaneamente un iPad, un portatile e un cellulare.’

 

The Store è il più grande negozio online che sia mai esistito. 

The Store sa chi sei, sa cosa vuoi, quando lo vuoi, ti conosce bene, forse fin troppo bene a tal punto da anticipare i tuoi desideri. 

E’ un forziere pieno di oggetti desiderabili, e di terribili segreti… e per tenerli celati, The Store, è disposto a tutto.

 

‘The Store vendeva qualsiasi cosa si potesse desiderare. E poi, stabilendo i prezzi di vendita, in sostanza era lui a dirci cosa comprare. Era su The Store che andavamo ad acquistare tostapane, trattori, detersivi, salsa di soia, jeans e lampadine. Qualsiasi cosa venisse prodotta, su The Store c’era.’ 

 

Con un semplice ‘clic’ ti da l’illusione di essere libero e vivere in un mondo fantastico, mentre questo mondo in realtà ti sta rendendo suo prigioniero. 

 

‘Traduzione: agli abitanti meno abbienti di Chicago sarebbero stati messi in mano computer gratuiti di pessima qualità programmati soltanto per permettere loro di visitare siti sui quali fare acquisti, ovvero supermercati e altri centri commerciali; ma, più di tutto, questa gente avrebbe cliccato su The Store, comprando ogni genere di cazzata che non poteva permettersi e indebitandosi ancora di più con la carta di credito.’

 

Un romanzo travolgente, e pieno di colpi di scena, che disegna una società in cui la supremazia del marketing e i grandi monopoli tecnologici sono a un passo dall’avverare l’incubo del ‘Grande Fratello’. Una realtà sempre più inquietante, e purtroppo, sempre più vicina. 

Ho trovato però l’ultimo terzo di libro un po’ noioso e sbrigativo, un andare in calando, e il finale purtroppo non è decisamente all’altezza del libro, dà quasi l’impressione di un libro lasciato a metà. 

Nonostante questo è una lettura interessante, avvincente e per certi versi inquietante. 

Un libro che racconta una realtà distopica ma che ci lascia la sensazione di non essere molto lontani da che si avveri. 

 

‘Il cielo era grigio non solo per colpa della famigerata nebbia di San Francisco, ma anche dei droni di sorveglianza, di consegna e di ricerca che lo affollavano. La nuova San Francisco mi spaventò molto, e mi gettò in un profondo sconforto. Avevo visto il futuro, ed era chiaramente dominato da The Store.’

 

Buona lettura

laurArt

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Consigliato a: chi ama le ambientazioni distopiche e i libri sul genere ‘visionario’ di Orwell, chi cerca una storia dal ritmo veloce e avvincente con una trama particolare, chi riesce a riflettere sul punto in cui siamo arrivati grazie alla tecnologia e sulla fine che rischieremo di fare tutti. 

Sconsigliato a: chi non ama il genere distopico o di realtà tecnologiche, chi si aspetta un thriller o un giallo, chi non ama i libri ‘moderni’ con ambientazioni un po’ futuristiche ma anche attuali, chi crede che la tecnologia sia la nostra salvezza e ne è dipendente. 

 

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