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19 – Sex time

E fu così che Stella si arrese, ci raccontò che aveva accettato l’invito per una cena da un suo amico che non vedeva da anni e che aveva incontrato per caso qualche giorno prima.
«E’ solo un’uscita senza nessun secondo fine. Non ci vediamo da una vita ed ho pensato che sarebbe stato carino passare una serata insieme, visto anche che non esco con nessuno da secoli ormai, ma non iniziate subito a ricamarci sopra ok?»
Noi?
Quando mai abbiamo fatto una cosa simile?
Noi facciamo semplicemente la quadratura del cerchio, ovvero: Stella + settimana con impegni misteriosi + cena con misterioso amico = gatta ci cova.

Riuscimmo infatti a carpirle che i misteriosi impegni includevano: estetista per ceretta completa, pedicure-manicure e shopping perché non aveva nulla da mettersi per la cena.
Gli indizi c’erano tutti e quadravano perfettamente, anche meglio del cerchio.
E’ risaputo che noi donne ci disboschiamo interamente solo se abbiamo in previsione che un uomo, medico o spasimante che sia non importa, possa vederci nude.
Ma l’indizio che la incastrava era lo shopping, se usciamo per una cena si va in un negozio di abbigliamento e non da Intimissimi, come le era sfuggito!
La scusa di Stella era di voler approfittare dell’uscita al centro commerciale per dare un’occhiata da Intimissimi ai nuovi reggiseni delle pubblicità che in questo periodo erano un tormentone.
Non reggeva, sapeva di falso più di un ‘Cocco Schanel’.

L’arcano era svelato.
Stella aveva già deciso di fare sesso con lui!

Nel vederla arrossire capimmo subito di aver fatto centro.
Una cosa che gli uomini forse dovrebbero sapere, è che in realtà siamo sempre noi donne a decidere quando, e se, portarceli a letto.
Su questo non ci piove.
Se una donna durante il primo tuffo tra le lenzuola porta un completino coordinato, possibilmente di pizzo, è completamente depilata e liscia come lo schermo del mac sul quale sto scrivendo e si assenta per andare ‘un secondo’ in bagno, avete la risposta;
cari uomini vi trovate davanti ad una donna che aveva già organizzato e deciso il tutto.

Non per nulla una delle tecniche più usate tra noi ragazze quando non vogliamo cedere alla nostra libido, è quella di non depilarci le gambe in modo che, anche in preda ad un momento di passione sfrenata, il cervello ci salverà, ricordandoci che dalla vita in giù siamo come un puntaspilli.
Questo unico pensiero basterà immediatamente ad ammazzare stecchito ogni nostro ormone, ferormone, o ‘arrapone’.

Qualche giorno dopo andai a bere un aperitivo con Chris, e dopo avergli confermato la nostra presenza a Lucerna, mi ritrovai a parlare con lui proprio di questo argomento.

Chris mi aprì gli occhi su un mondo totalmente nuovo.
Mi resi conto che fondamentalmente non mi ero mai posta tanti dilemmi sulla questione, mentre in realtà era più articolata di quanto pensassi.
Iniziò dicendomi che un giorno aveva ‘rubato’ Cosmopolitan alla sua neo compagna Sophie, con la quale tutto andava a gonfie vele, e aveva letto proprio un articolo che parlava di questo.
Il bello stava nel fatto che non era stato scritto da una donna, come capita quasi sempre, ma da un uomo, Nicolò Zuliani, che non avevamo la più pallida idea di chi fosse ma sicuramente ci aveva finalmente dato una risposta alla grande e assillante domanda; uomini e donne a letto sono uguali? E se non lo sono, in cosa consistono le diversità?

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Chris riprese e mi disse che, prima di tutto, in quel momento lui nemmeno si accorgeva se avevamo le mutande viola, il reggiseno giallo e le calze della nonna.
La lingerie sexy, a suo dire veniva apprezzata in un secondo tempo, ma non di certo la prima volta!

Un’altra sua realtà era che, molto spesso, data la forte eccitazione era costretto a pensare al gattino morto che aveva a sette anni, in modo da non concludere il tutto in dodici secondi.
«Laura non spalancare la bocca in quel modo! Lo so che non dev’essere bello per voi scoprire che, mentre siete prese dall’eccitazione e vi state godendo un istante molto godereccio, noi in realtà stiamo pensando a queste cose.
Però è così. Preferisci uno che, nemmeno il tempo di varcare la soglia e già ti ha sventagliato un miliardo di girini che fanno a gara per arrivare per primi alle tue ovaie mentre tu non hai ancora avuto il tempo di emettere un ‘ahhhh…mmmmm’? Non credo proprio.»
Chris! Solo lui poteva fare certi paragoni e usare certe metafore, era davvero unico.
Beh, il suo ragionamento però non faceva una piega, e sinceramente, se pensando al gattino caduto dal quinto piano si poteva prolungare il nostro paradiso dai dodici secondi ai dodici minuti, andava bene anche il gattino, pace all’anima sua.

Sembrava inoltre che l’articolo di cui mi aveva parlato dicesse che, in pratica, era inutile che noi donne stessimo a farci tante paranoie pre-primo-coito, quando lui, sinceramente, non si sarebbe mai accorto del brufolo taglia XL che ci era spuntato sulla fronte, o del fatto che il reggiseno imbottito ci ingrandiva le tette di una taglia, o della cellulite che dal nostro punto di vista ci faceva assomigliare a delle forme di Groviera.
«Hai ragione Chris! Mi sono ricordata ora che anni fa un’amica mi aveva raccontato di quando era in intimità con il suo compagno. Oltre a spegnere rigorosamente la luce, gli faceva anche togliere gli occhiali, sapendo che lui era una talpa totale, con la speranza che non si accorgesse della cellulite sulle sue cosce. E’ andata avanti anni così, finché lui un giorno sul più bello non se ne esce e le dice ‘Amore, ma davvero credi che con le mani non senta i crateri lunari che hai sul lato B? Ti amo, e ti adoro esattamente come sei!’.
Non è una cosa romanticissima?»
Chris alzò gli occhi al cielo
«Certo, romanticissima se succede alle altre, ma se succede a voi siete capaci di chiedere il divorzio seduta stante davanti ad una frase di questo tipo!»

Aveva ragione in parte, ma in quel momento, ormai, eravamo in piena crisi di risate con lacrime agli occhi, che aumentò di intensità fino ai crampi alla pancia, quando Chris mi disse che l’articolo parlava anche dei ‘suoni organici’.
E non stiamo parlando dell’organo in chiesa durante la messa, anche se gli ‘Oddio mio!’ effettivamente sono alla pari.
Parlava di quei suoni che può produrre la nostra vagina.
Ok, la vagina non parla (per fortuna!), ma può capitare che durante l’amplesso venga involontariamente pompata dell’aria al suo interno, che ovviamente da qualche parte dovrà pur uscire.
Ed ecco che arriva la fuoriuscita, di lui, e dell’aria.
Noi donne in quell’istante assumiamo un colore rosso fuoco con saturazione sparata a tremila, iniziamo a sudare come idranti e soprattutto a contorcerci la lingua cercando di spiegare che non è quello che si potrebbe pensare ma è l’aria che entra, e bla bla bla bla bla bla…
E l’uomo ci guarda con tenerezza.

Ogni uomo lo sa già, senza bisogno del nostro corso super intensivo di anatomia-ginecologica.
E il bello è che pare non gliene possa fregare di meno!
Questa è la grande rivelazione, la profezia di Celestino che si avvera, lo svelarsi del segreto del Codice Da Vinci e la scoperta della terra rotonda scompare a confronto!
A loro non importa.
«Laura, quel giornalista ha ragione. Per noi uomini l’interesse a quel rumore equivale a quello della visione di una replica del Grande Fratello di sette anni fa. Per noi quel suono significa vittoria, abbiamo fatto sesso fantastico ed è quello che volevamo dal primo istante in cui vi abbiamo viste. Quindi piantatela e andiamo avanti!»

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Accidenti non potevo crederci, noi passavamo ore e ore (ma che dico?) giornate e giornate a prepararci in ogni minimo dettaglio per la fatidica notte, e gli uomini non notavano nemmeno l’1% di tutto il nostro lavoro?
Certo, usando un po’ di razionalità e sale in zucca, avremmo dovuto esultare a questa notizia, tutto ciò equivaleva a dire addio a contorsionismi da Cirque du Soleil per nascondere una micro smagliatura sulle nostre nuove autoreggenti.
Ma perché nonostante tutte queste testimonianze e prove non riuscivo a crederci realmente?
Ed ero sicura non ci sarebbero riuscite nemmeno la maggior parte delle donne alle quali l’avessi raccontato.

Chris continuò raccontandomi che una delle cose che più dava fastidio alla stragrande maggioranza degli uomini era la nostra ‘fissa’ per l’igiene.
«Ok essere pulite e lavate, però Laura è davvero odioso e frustante la mania dell’ ‘aspetta torno subito’ mentre andate a farvi il bidet convinte che noi ne siamo ignari e immaginiamo che state facendo pipì, mentre in realtà vorremmo strapparvi fuori da quel maledetto bagno e buttarvi nel letto. Non potete eccitarci e poi pretendere che aspettiamo quindici minuti mentre ve la profumate!»
Ok, è vero, lo ammetto, poteva essere frustrante per l’uomo, ma cavoli una rinfrescata è d’obbligo! O no?
Secondo lui, a meno che non ci lavassimo più dalla mattina e avessimo avuto una giornata passata a correre come pazze con una temperatura di quaranta gradi non era assolutamente necessario.

Continuò, ormai non lo fermavo più
«Un’altra cosa odiosa che fanno tantissime donne è lo scatto verso la doccia, come fossero ad una gara di 100 metri piani, subito dopo aver concluso l’amplesso. E’ vero, avete i capelli in modalità spaventapasseri, si è sudati, accaldati, sembriamo reduci dalla maratona di New York sotto il sole cocente, ma che importa? Ci siamo divertiti, abbiamo fatto dell’ottimo sesso, e noi vi vediamo comunque tremendamente sexy anche così, anzi, forse ancora di più perché siete più vere, naturali.»

Insomma, mi stavo addentrando in un mondo di cui ignoravo l’esistenza, e non sapevo dire se la cosa mi piacesse o no.
Dovevo ancora metabolizzare il tutto.
Dopo un paio di ore ci salutammo accordandoci sugli ultimi dettagli per Lucerna, tutte noi non stavamo più nella pelle dalla gioia e dalla voglia di partire.
Abiti griffati a quintali, scarpe di ogni stilista più amato, splendide modelle così eteree da sembrare fantasmi anoressici e annullare quindi l’invidia del corpo perfetto, persone famose e importanti che non avremmo avuto idea di chi sarebbero stati, ma bastava sapere che erano famosi per renderci eccitate e agitate.

Qualche giorno dopo parlavo con Sam, e nemmeno a dirlo tornammo sull’argomento.
Mi accorsi solo in quel momento che per lei era tutto più complicato, insomma, se per una donna la prima volta con un uomo nuovo equivaleva alla costruzione della Sagrada Familia (che è iniziata nel 1882 e tutt’oggi non è ancora terminata), figuriamoci per una donna che va con una donna!
Noi etero, ora che eravamo venute in possesso del Santo Graal, potevamo rilassarci un po’, ma Sam?
Per lei il discorso non valeva, avrebbe dovuto continuare a passare giornate di prove pre-nuova-donna e a contorcersi come un’anguilla per nascondere quell’unico pelo che un uomo non avrebbe visto nemmeno con la lente, ma che non sarebbe mai sfuggito all’occhio femminile.
Davanti alle mie constatazioni mi disse
«Cavolo, l’ho sempre detto io che scoprirmi lesbica all’alba dei quarant’anni è stata la peggiore idea della mia vita! Non potevo restare etero e perennemente single accidenti a me?»
La capivo, il suo era davvero un problema che stava assumendo proporzioni epiche.
Sinceramente non so cos’avrei fatto nei suoi panni, forse sarei corsa a prenotare tutte le sessioni necessarie per una depilazione laser permanente.
Ci salutammo rapidamente perché stavo aspettando l’arrivo di Big e lei l’arrivo di Gaia.

Big, ormai arrivava da me ogni venerdì o giovedì sera, a dipendenza degli impegni lavorativi, e ripartiva il lunedì mattina.
La situazione non era proprio idilliaca, per lui era comunque uno stress fare la spola anche se diceva che non gli pesava, e la voglia di poterci vedere anche durante la settimana cresceva sempre di più.
Ma per il momento eravamo felici e ringraziavamo il cielo di essere solo a tre ore di distanza e non a magari dieci ore!

Dopocena eravamo stesi sul divano a rilassarci davanti ad un film, che a dire il vero ci stava facendo venire il mal di mare.
Immaginate un’ora e mezza di riprese esclusivamente incentrate su una coppia di sub abbandonati in mezzo al mare aperto.
Vista la trama inesistente e il nostro interesse pari a zero verso il film gli raccontai di Stella e di tutto quello che poi ne era seguito.
Avevo la testimonianza di Chris, la testimonianza del giornalista di Cosmopolitan, ed ero curiosa di scoprire anche la sua.
Il tutto mi spaventava leggermente, perché avrei scoperto a cosa pensava e tutti i dettagli segreti della nostra prima volta, ma mi feci coraggio e partii spedita con domande buttate lì con nonchalance ma in realtà ben studiate.

Quello che scoprii fu che fondamentalmente anche lui era dell’identico parere di Chris e del giornalista.
Mi disse che in quei momenti un uomo è decisamente concentrato su altre cose per notare il brufolo o il pelo o il completino che indossiamo.
«Se c’è l’amore, come nel nostro caso, la prima volta diventa ancora più magica, e figuriamoci se noto la tua pettinatura!
Io guardo te nell’insieme ma come la cosa più bella del mondo, e non per cercare eventuali difetti, non sei mica un televisore che se ha un difetto lo riporto al negozio per farmelo sostituire sperando che sia ancora in garanzia!»
Ahhhh Big, solo lui sapeva essere così romanticamente disastroso.

Infatti proseguì
«Poi se invece è un’avventura di solo sesso figuriamoci, il giorno dopo è già tanto se ci ricordiamo se era bionda o bruna!
Comunque per quanto riguarda l’igiene do pienamente ragione a Chris, insomma, a meno che non puzzi di gorgonzola non è che deve andare all’autolavaggio prima di fare sesso!»
A questa frase rotolai giù dal divano dalle risate, non potevo crederci, l’universo maschile era davvero questo, tutti la pensavano allo stesso modo, e noi invece ci portavamo dietro secoli di paranoie e ricerche della perfezione mentre invece era tutto così semplice e naturale.

Stavo iniziando a metabolizzare ma nonostante questo, nella mia testa, l’idea di tralasciare e abbandonare tutte queste nostre ‘fisse’ e cure dei dettagli non riusciva a fare presa.
Allora mi chiesi se per caso non fossimo noi donne a mettere sotto i raggi X l’uomo nel nostro letto, convincendoci invece del contrario, e cioè di essere noi sotto ai raggi X!
Ma quindi significava che non eravamo insicure? Nahhh…!
Eravamo critiche?
Beh, è vero che tutte noi critichiamo, dev’essere nel nostro DNA, la nostra maniera in cui dimostriamo di essere interessate.

Conclusi che questa storia anche a prenderla e rigirarla in ogni modo possibile, come fosse un cubo di Rubik, avrebbe sempre portato ad una sola conclusione.
Noi donne siamo insicure.

E ci credo!
Ci hanno inculcato il mito della donna perfetta, con capelli ricoperti da scaglie di diamanti, corpi perfettamente equilibrati e sexy, lisci come il culo di un neonato semplicemente passandoci un rasoio vibrante a trentadue lame una volta all’anno.
La pelle così luminosa che se ci guardi senza occhiali da sole ti bruci la retina, unghie che nemmeno dopo due giorni di giardinaggio hanno un’imperfezione o un filo di terra attaccato, ciglia che con una passata di mascara si quadruplicano, buccia d’arancia che con due giorni di Somatoline diventa buccia d’anguria e in contemporanea perdi anche tre chili per notte, perché ovviamente negli spot in tv si dimagrisce sempre e solo dormendo.
Rossetti che nemmeno se ti baci tutto il vicinato perdono un pigmento o lasciano un segno, calze che le puoi tirare con le unghie stile Jessica Rabbit e non si romperanno mai, non si smaglieranno mai nemmeno se andrai in mezzo ai rovi, e sarà come indossare il mantello dell’invisibilità, con incluso il vantaggio di alzarti le chiappe e spingerti in dentro la pancia (che non dovresti avere) che andrà a finire nelle tette facendoti un push up naturale.

Insomma ragazze, donne, nonne, zie e tutte le altre, smettiamola di farci condizionare, siamo belle così come siamo, e se non piacciamo a qualcuno pazienza, non si può piacere a tutti.
Non lasciamoci andare però, nemmeno questo va bene, ma se incontriamo il nostro sogno erotico in carne ed ossa che ci invita a salire a casa sua, non perdiamo tempo nemmeno per un secondo, saltiamogli addosso e facciamoci felici, lasciamo contorsionismi, iper lavaggi, e fisime ad altre occasioni, o ad altre donne.

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