Vai al contenuto

S.Valentino

... le nostre quattro amiche continueranno a raccontarci le loro vicende?
(continua a leggere nella pagina 2)

a1scuse

Il 10 gennaio era da sempre una delle nostre date predilette.
Il motivo?
Semplice, segnava la fine di tutte quelle festività quali; Natale, vigilia, ultimo dell’anno, capodanno, epifania, settimana delle catene di S.Antonio, Santa Madonna Vergine, Santi Pinco e Pallino, giornata mondiale dei Santi Tizio e Caio, e via dicendo, che, parlandoci chiaro, erano solo una scocciatura di dimensioni epiche, o se vogliamo, una fiera dell’ipocrisia travestita da babbo natale
(chi diavolo erano poi tutti quei Santi e Sante?).
Proprio per questo motivo, il 10 gennaio di ogni anno, nessuno di noi poteva esimersi dalla nostra cena anti-festività.
(continua a leggere nella pagina 2)

coppia cariatide

La musica che usciva dall’autoradio era coperta dalle chiacchiere di Cloé, Stella, Sam e naturalmente dalle mie.
La nostra direzione, quella mattina, era Locarno, ma la destinazione non delle più piacevoli.
Forse proprio per questo motivo cercavamo in ogni modo di essere allegre e spensierate forzando all’inverosimile queste emozioni.

Qualche settimana prima, Cloé, si era finalmente decisa ad andare da un dermatologo per fare un controllo ad un neo decisamente sospetto, che da qualche mese stava crescendo sulla sua schiena, e dall’aspetto tutt’altro che bello.
Il medico lo aveva rimosso ma non era stato in grado di dirle subito se fosse solo un innocuo neo o altro, così l’aveva spedito in laboratorio per essere analizzato, e oggi, appunto, era il giorno in cui doveva andare a ritirare i risultati.
(continua a leggere nella pagina 2)

3

io mac e pennelli

L’autunno ci stava ancora regalando splendide giornate, talmente calde da poterle facilmente confondere con la primavera inoltrata, se non fosse stato per i mille colori caldi della natura che dava l’impressione di essere immersi in una tavolozza creata da Dio.

Ero seduta in giardino, in pieno sole, a godermi il caldo e a chiacchierare con Sam al telefono.
Mi stava raccontando del suo lavoro e delle ultime novità.
«Mi sono iscritta ad alcuni corsi d’aggiornamento e di nuove tecniche fisioterapiche e di massaggio. Questo mese sarà un incubo a livello di tempo; il lavoro, i corsi, la casa, tutte le incombenze quotidiane e come se non bastasse un’amica mi ha anche incastrata per due ore ogni tre giorni a darle una mano nella scuola in cui lavora. Non so proprio come farò a fare tutto!»
(continua a leggere nella pagina 2)

 

Passaggio proibito

‘Prossima fermata Lugano…’

La voce metallica dell’altoparlante ci stava avvisando che mancava poco alla nostra fermata.
Eravamo di ritorno dal nostro mini viaggio per le sfilate alle quali ci aveva invitate Chris, dopo aver discusso a lungo avevamo optato per recarci in treno in modo da poterci rilassare ed evitare soprattutto lo stress della guida e del traffico.
Era stata un’ottima idea, Chris infatti ne aveva approfittato per rientrate con noi.
Erano stati due giorni incredibili, decisamente stancanti ma assolutamente unici.
Vedere il mondo in cui Chris lavorava e si muoveva abitualmente era stata davvero una bellissima esperienza, e bellissimo era stato specialmente ricevere piccoli regali dai vari stilisti presenti all’evento, avevamo fatto bene a portare i nostri trolley più grandi perché ora straripavano di nuovi accessori e gadget rigorosamente griffati.
(continua a leggere nella pagina 2)

2

CoffeeTime_151004__00300

Una mattina di qualche giorno fa, avevo ricevuto un messaggio da parte di Chris, il mio carissimo amico, il quale invitava me e le ragazze ad andare ad assistere alle prove della ‘Settimana dell’Alta Moda’ a Lucerna, che avrebbe organizzato la ditta per il quale lavorava.
Avvisai Stella, Sam e Cloé e ci incontrammo per organizzare il tutto.

Dopo una mezz’oretta di convenevoli, chiacchiere da donne e immancabili risate, aprimmo le nostre agende virtuali per trovare un giorno che potesse andar bene per tutte e quattro.
L’idea era di partire la sera, dopo i rispettivi lavori, e ritornare la sera seguente, dopo la sfilata.
Iniziammo ad elencare i vari giorni, e ci accorgemmo subito che Stella era particolarmente impegnata quella settimana.
Alle nostre domande su cosa avesse da fare era abbastanza evasiva, e questo poteva significare solo una cosa; c’era un uomo di mezzo!
Partimmo con il nostro bombardamento di domande a raffica senza darle nemmeno il tempo di respirare, in modo da farla cedere e raccontarci tutto, questa tecnica, tra di noi, veniva sempre usata con un tasso di successo del 100%.
(continua a leggere nella pagina 2)

rosa vudu

L’estate era ormai un ricordo che sembrava lontanissimo, anche se in realtà erano passati solo pochi mesi.
Eravamo in quel periodo meraviglioso, dove gli alberi e la natura iniziavano a colorarsi di calde sfumature e l’aria diventava così limpida da guardare le montagne lontane ed avere l’impressione di poterle toccare con un dito.
Il sole, inoltre, ci stava graziando, regalandoci giornate tiepide e perfette per passare del tempo all’aria aperta.
(continua a leggere nella pagina 2)

2

davanti tenda_151004__00313

Il sole filtrava dalla finestra e il campanile della chiesa annunciava l’inizio di una nuova giornata con un’allegra melodia tipica dei paesini di campagna.
Mi girai stiracchiandomi e per un attimo restai confusa; non ero nel mio letto. Un istante soltanto e ricordai che mi trovavo in un albergo, all’altro capo della Svizzera.
Girandomi sentii il dolce tepore del corpo di un uomo accanto a me, il suo respiro ancora profondo e regolare, e la sua mano che nel sonno cercava il mio corpo. Big.
(continua a leggere nella pagina 2)

4

mani legate

Il telefono squillò con una chiamata-conferenza, da Sam verso me e le altre.
Quando risposi riuscii solo a sentire Sam che, tutta agitata, ci ‘convocava’ per un pranzo urgente all’Antica Osteria del Porto a Lugano.
Erano le 11.00, mi preparai al volo, per riuscire a raggiungere le altre in tempo, e mentre mi vestivo non riuscivo a non smettere di preoccuparmi per questa chiamata improvvisa e urgente.
Cosa poteva essere successo a Sam per convocarci tutte così inaspettatamente?
(continua a leggere nella pagina 2)

CoffeeTime_150901_00243

C’erano una volta quattro donne che camminavano spedite in direzione di una grande porta in vetro automatica.
Nei loro occhi uno scintillio di brama non poteva passare inosservato.
Più si avvicinavano e più aumentavano i battiti cardiaci, le farfalle nello stomaco diventavano uno sciame di api impazzite e il loro passo accelerava con il calare dei metri che le separavano dalla meta.
Quella porta era l’equivalente della grotta contenente il tesoro della fiaba di Alì Babà e i quaranta ladroni, con l’unica differenza che per aprirla non occorreva conoscere la formula magica ‘apriti sesamo’.
Infatti, giunte a pochi centimetri dal vetro, esso si spalancò davanti a loro, mostrando l’ingresso per il paradiso.
Il Centro commerciale Lugano Sud.
(continua a leggere nella pagina 2)

error: Content is protected !!