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reggiseni nero

«Ok, non abbiamo più scuse, le feste sono ufficialmente concluse con la nostra cena dell’altra sera, quindi da oggi si parte con la dieta!» Sophie dopo aver pronunciato queste parole ordinò il secondo giro di spritz e chiese al cameriere di portare qualche stuzzichino in più.

Ci eravamo incontrate per caso in piazza Riforma a Lugano, ed eravamo finite sedute al Tango con la scusa di aggiornarci sulle ultime novità in un posto al caldo invece che in mezzo alla piazza a gelare.
Naturalmente dopo mezz’ora Stella ci aveva raggiunte, accompagnata da Cloé che aveva appena finito il controllo settimanale della sua pasticceria in Via Pessina.
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Catene mani

Un giorno qualsiasi di una settimana qualsiasi, mi trovavo in casa mentre lavoravo con poca voglia, l’umore non era dei migliori e, sarà stato per il vento da Nord in arrivo, o per qualche ignoto motivo, mi sentivo decisamente inquieta e nervosa.
Fu così che iniziai una discussione con Big.
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big baci culo

Quel pomeriggio ero stesa sul divano con un nuovo libro che avevo iniziato da poco, la lettura mi risultava però difficoltosa.
Armata di analgesici di ogni sorta stavo cercando di trovare sollievo al tremendo mal di schiena che da alcuni giorni non mi dava tregua.
Abbandonai così la lettura e provai a scrivere il nuovo articolo per la mia rubrica ‘Coffee Time or Sex Time?’, ero in ritardo con la consegna e la mia editrice non mi avrebbe perdonata se non le avessi consegnato il tutto nel tempo prestabilito.
Scrivere è bello, per gli autori c’è sempre una sorta di magia nel vedere comparire le parole sullo schermo del loro computer e alla fine ritrovarsi con un pezzo, o un libro, che la gente leggerà, commenterà, amerà oppure, perché no, odierà.
Ma il bello sta anche in questo, correre il rischio.
In quell’istante i miei pensieri furono interrotti dal suono del mio iPhone, buttai un occhio e vidi che il nome di Sam lampeggiava come una luminaria natalizia.
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coppia cariatide

La musica che usciva dall’autoradio era coperta dalle chiacchiere di Cloé, Stella, Sam e naturalmente dalle mie.
La nostra direzione, quella mattina, era Locarno, ma la destinazione non delle più piacevoli.
Forse proprio per questo motivo cercavamo in ogni modo di essere allegre e spensierate forzando all’inverosimile queste emozioni.

Qualche settimana prima, Cloé, si era finalmente decisa ad andare da un dermatologo per fare un controllo ad un neo decisamente sospetto, che da qualche mese stava crescendo sulla sua schiena, e dall’aspetto tutt’altro che bello.
Il medico lo aveva rimosso ma non era stato in grado di dirle subito se fosse solo un innocuo neo o altro, così l’aveva spedito in laboratorio per essere analizzato, e oggi, appunto, era il giorno in cui doveva andare a ritirare i risultati.
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3

io mac e pennelli

L’autunno ci stava ancora regalando splendide giornate, talmente calde da poterle facilmente confondere con la primavera inoltrata, se non fosse stato per i mille colori caldi della natura che dava l’impressione di essere immersi in una tavolozza creata da Dio.

Ero seduta in giardino, in pieno sole, a godermi il caldo e a chiacchierare con Sam al telefono.
Mi stava raccontando del suo lavoro e delle ultime novità.
«Mi sono iscritta ad alcuni corsi d’aggiornamento e di nuove tecniche fisioterapiche e di massaggio. Questo mese sarà un incubo a livello di tempo; il lavoro, i corsi, la casa, tutte le incombenze quotidiane e come se non bastasse un’amica mi ha anche incastrata per due ore ogni tre giorni a darle una mano nella scuola in cui lavora. Non so proprio come farò a fare tutto!»
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2

CoffeeTime_151004__00300

Una mattina di qualche giorno fa, avevo ricevuto un messaggio da parte di Chris, il mio carissimo amico, il quale invitava me e le ragazze ad andare ad assistere alle prove della ‘Settimana dell’Alta Moda’ a Lucerna, che avrebbe organizzato la ditta per il quale lavorava.
Avvisai Stella, Sam e Cloé e ci incontrammo per organizzare il tutto.

Dopo una mezz’oretta di convenevoli, chiacchiere da donne e immancabili risate, aprimmo le nostre agende virtuali per trovare un giorno che potesse andar bene per tutte e quattro.
L’idea era di partire la sera, dopo i rispettivi lavori, e ritornare la sera seguente, dopo la sfilata.
Iniziammo ad elencare i vari giorni, e ci accorgemmo subito che Stella era particolarmente impegnata quella settimana.
Alle nostre domande su cosa avesse da fare era abbastanza evasiva, e questo poteva significare solo una cosa; c’era un uomo di mezzo!
Partimmo con il nostro bombardamento di domande a raffica senza darle nemmeno il tempo di respirare, in modo da farla cedere e raccontarci tutto, questa tecnica, tra di noi, veniva sempre usata con un tasso di successo del 100%.
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ombre

Ero accoccolata nel mio letto con una puntata della mia serie tv preferita, quando suonò il telefono e comparve un numero che non conoscevo.
Non so perché risposi, ma appena dissi ‘pronto?’ mi pentii amaramente di aver accettato la chiamata, e non sapevo ancora cosa mi stava aspettando…

…Dall’altro capo del telefono sentii una voce maschile che non riconobbi subito.
Aveva un tono molto sostenuto e aggressivo.
Il tempo di realizzare che era il figlio di Sid e mi sentii insultare e attaccare con ogni genere di accuse ed epiteti.
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Tacco

…Come si sa, al peggio non c’è mai fine, e infatti le dis-avventure di Sonia non finiscono qui…

Le sue ‘vittime’ si susseguivano ad un ritmo sempre più ossessivo, e noi, eravamo ormai rassegnate a vederla single per il resto dei suoi giorni.
Tra gli episodi più bizzarri, c’era sicuramente l’avventura con un suo caro amico, che non aveva mai considerato come potenziale fidanzato, ma si sapeva che, in tempo di carestia, Sonia sarebbe stata capace di acchiappare qualunque esemplare maschile a patto che respirasse.
E fu così che iniziò a vedere il suo caro amico, che aveva una cotta per lei da anni, sotto un’altra luce.
Si conoscevano già e quindi tutte pensammo che questa volta non avrebbe potuto inventarsi chissà quale scusa per scaricare anche lui, ma ci sbagliavamo in pieno.
Lui era un elettricista, si stavano frequentando da ormai un paio di settimane e tutto sembrava andare bene, quando successe il patatrac.
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Nassa

Quella mattina mi trovavo al City (ora Eni, ex Agip).
Stava diventando un po’ complicato riferirsi a questo posto!
Per noi affezionati clienti comunque restava sempre ‘l’Agip’.
Stavo lavorando al mio nuovo articolo.
Un paio di volte a settimana, infatti, andavo a lavorare lì in modo da poter anche osservare le persone e il loro modo di relazionarsi e prendere spunti per i miei argomenti.
Forse perché la maggior parte delle persone presenti erano sole, fatto sta che iniziai a pensare che, da quando avevo ricominciato ad accettare inviti galanti, i miei appuntamenti erano andati uno peggio dell’altro, tanto da farmi ritornare a grandi passi sulla mia decisione iniziale, e cioè quella di restare single e chiudere definitivamente il capitolo uomini.
Mi ricordai di una frase che Cloé disse anni fa; affermava che noi donne, in fondo, siamo sempre sole anche se stiamo con qualcuno, e che quindi era meglio fare come lei, mettersi una bella armatura con tanto di corazza e godersi gli uomini senza aspettare che ci soddisfacessero.
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bocca

Caronte!
La parola magica di questo periodo era Caronte.
Il caldo era arrivato a livelli invivibili.
Fosse stato solo il caldo l’avremmo anche potuto sopportare (in fondo siamo in estate), ma Caronte doveva sicuramente avere un senso dell’umorismo molto perverso.
Lo immaginavo armato di un nebulizzatore formato famiglia, giusto per divertirsi a creare quella bellissima coltre di umidità che ti porta ad essere più asciutta quando sei sotto la doccia di quando esci, e a chiederti se per qualche guasto nello spazio temporale ti sei ‘dislocata’ in Vietnam.
Questa situazione, è provato scientificamente, può provocare allucinazioni, perdita di identità, visioni mistiche e trasmutazioni.
In questo momento credo di essere sotto l’effetto di una di queste patologie, anzi non ne ho il minimo dubbio.
Mi auguro di avere quindi il perdono e la comprensione dei miei lettori quando saranno alle prese con questo mio nuovo articolo.

La giornata doveva comunque iniziare, il lavoro chiamava e lo schermo del mio Mac con la pagina bianca mi attendeva…

Sono un’artista. Ebbene si.
Dipingo, anzi, non dipingo più da tanto, tanto, tanto tempo.
Perché?

Sono una persona tendenzialmente molto creativa, ma ancor di più sono molto curiosa, assetata di conoscenza e con infiniti interessi.
Come ben sapete, dopo la fine della mia storia con MisterX, mi è crollato addosso il mondo intero.
Crisi.
Apatia.
Depressione.
E poi, la lenta rinascita.

Rinascere dopo tantissimi mesi di introspezione significa mettersi completamente a nudo e rivalutare tutto quello che si è fatto e che si è stati fino a quel momento.
Io l’ho fatto.
Non è facile, ma non mi piacciono, e non sono abituata, alle cose facili.
Ed ecco che alla fine di questa introspezione, è esplosa la voglia di scrivere, di raccontare di come le persone si relazionano, si amano, si odiano, si vivono; il tutto basandomi su trentotto anni di esperienze personali, ma anche di profonda osservazione delle esperienze di amiche, amici, conoscenti e sconosciuti.
Amo infatti scandagliare l’animo umano, forse in una vita passata sarò stata una sub e scandagliavo fondali marini.
Ora scandaglio le persone!
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