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reggiseni nero

«Ok, non abbiamo più scuse, le feste sono ufficialmente concluse con la nostra cena dell’altra sera, quindi da oggi si parte con la dieta!» Sophie dopo aver pronunciato queste parole ordinò il secondo giro di spritz e chiese al cameriere di portare qualche stuzzichino in più.

Ci eravamo incontrate per caso in piazza Riforma a Lugano, ed eravamo finite sedute al Tango con la scusa di aggiornarci sulle ultime novità in un posto al caldo invece che in mezzo alla piazza a gelare.
Naturalmente dopo mezz’ora Stella ci aveva raggiunte, accompagnata da Cloé che aveva appena finito il controllo settimanale della sua pasticceria in Via Pessina.
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lite donne

Cloé stava trafficando in cucina, impegnata in un nuovo esperimento per un dolce che le era apparso in sogno quella notte, e che voleva assolutamente inserire nell’assortimento della sua catena di pasticcerie come novità assoluta per il 2016.
Me ne stavo appollaiata su di uno sgabello, e mentre la osservavo, avevo l’impressione di stare per assistere alla nascita della cura per ogni malattia conosciuta.
Cloé sembrava un chimico, tutta assorta a pesare, misurare, dosare ed assaggiare gli ingredienti più disparati e strani.
Mentre trafficava con i suoi ‘intrugli’ mi raccontò di Sid e della sua ossessione verso di lei, che ancora non sembrava essere cessata.
Poi passò ad un altro argomento, ma io ormai ero già persa nei miei pensieri e non avevo sentito una parola di quello che mi aveva appena detto.
Davanti al mio mutismo, Cloé si girò verso di me, e mi trovò con il mento appoggiato alla mano, lo sguardo che fissava qualcosa di indefinito e l’aria completamente assente.
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laura bar

Ero al telefono con il mio amico Chris che mi stava raccontando della sua nuova storia, sembrava essere partita con i migliori presupposti, e lui, naturalmente, era al settimo cielo.
Non riusciva ancora a credere che Sophie fosse realmente quella che si stava mostrando, ma voleva darle una possibilità e provare a lasciarsi andare.
Sbaglio o avevamo tutti lo stesso problema?
Chris, però, non stava più nella pelle dalla curiosità, voleva sapere di me, e mi tartassò di domande finché non gli raccontai del mio proseguo con Big.
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Rabbit_1

…per ingannare l’attesa ci accordammo per un’uscita di shopping alternativo, ovvero batterie in quantità industriale e lubrificante al silicone della Durex a litri.
Alla peggio l’avremmo rivenduto ad Erika!…

Mentre girovagavamo per negozi, io e Stella, facemmo ‘provviste’ anche per le altre, accumulando una quantità assurda di sguardi invidiosi e/o scandalizzati delle varie commesse quando ci presentavamo a pagare stock industriali di lubrificanti di ogni tipo.

Tutto questo era nuovo per noi.
Stavamo entrando nell’era dell’emancipazione sessuale, dei surrogati erotici alla figura maschile, della fine del bisogno di un uomo per avere una vita erotica soddisfacente, o almeno così credevamo.
Mancava solo lui.
Il Rabbit!
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Rabbit_1
Erano successe diverse cose in queste ultime settimane, ognuna di noi immancabilmente aveva sempre qualcosa da raccontare e da confidare alle proprie amiche, e questo faceva la nostra forza.
Una accanto all’altra sempre, nei momenti belli ed in quelli difficili, senza però invadere gli spazi delle altre e senza mai un sentimento di gelosia tra di noi.

Ricapitolando.
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Mi ero appena addentrata nella vita ‘post MisterX’ quando ebbi l’approccio in assoluto più assurdo della mia vita.

Quel giorno, io, Sam e Cloé ci aggiravamo nel paradiso della casa: Ikea.
Il luogo ideale per spegnere ogni pensiero razionale e lanciarsi nei sogni più sfrenati e utopici, come ad esempio riuscire davvero a vivere in 4 mq ed avere spazio per tutto.

Eravamo ormai nei pressi dell’uscita, al reparto candele, pot-pourri e decorazioni varie, quando incrociai un uomo.
Mi guardò, mi sorrise, e proseguì tra gli scaffali.
Non ci prestai la minima attenzione.
Mentre afferravo l’ennesima candela di una lunga serie, il tizio mi si avvicinò.
Mi guardò di nuovo ed iniziò il suo approccio.
«Salve, c’é un sacco di scelta vero? Si comprerebbero tutte, è difficile scegliere», annuii senza il minimo interesse ma lui continuò
«Scusami se mi permetto di chiedertelo, che profumo usi? E’ davvero buonissimo, mai sentito un profumo così particolare»
Lo guardai basita. ‘Stava scherzando vero?’
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Venerdì sera.
Fissavo il mio armadio con l’eterno dilemma su cosa indossare.
In quell’istante dovetti ammetterlo; avevo assolutamente bisogno di una giornata di shopping selvaggio con le mie amiche.

Lo so, lo so; esiste questa leggenda metropolitana in cui si narra che le donne davanti ad un armadio pieno zeppo di abiti, tanto da non riuscire nemmeno più a chiuderlo, diranno sempre che non hanno nulla! Beh, non per niente è appunto una leggenda metropolitana, e come tale non corrisponde minimamente alla realtà.

Optai per una mise non troppo elegante ma abbastanza glamour.
Passai quindi alla scelta delle scarpe e lì mi resi conto, con grande dolore per il mio conto in banca, che di questo passo sarei finita presto a dover andare a vivere letteralmente dentro alle mie scarpe!
Cancellai questo pensiero con una velocità che avrebbe fatto impallidire anche Mastro Lindo.
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gamba lago Lugano.
Città che permette di essere vissuta in innumerevoli modi.
Sia che voi siate il tipo chic, piuttosto che l’appassionato di trekking, o l’amante della vita mondana ma non troppo.
Lugano.
Una moltitudine di persone che camminano per le vie ogni giorno, con le loro storie e le loro vite.
Lugano.
Città in cui, le donne che la abitano, sono sempre più potenti; pagano le tasse, hanno lavori prestigiosi, sono spesso single, hanno superato i 35 anni e fanno shopping in Via Nassa con la loro Visa oro.
Queste donne le incontriamo ogni giorno, eppure sembriamo non volerci accorgere del potere che hanno acquisito. Ma, queste affascinanti e potenti donne, hanno un tallone d’Achille in comune con tutte le altre donne dell’universo; sopravvivere alla fine di una storia. (continua a leggere nella pagina 2)

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