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Passaggio proibito

‘Prossima fermata Lugano…’

La voce metallica dell’altoparlante ci stava avvisando che mancava poco alla nostra fermata.
Eravamo di ritorno dal nostro mini viaggio per le sfilate alle quali ci aveva invitate Chris, dopo aver discusso a lungo avevamo optato per recarci in treno in modo da poterci rilassare ed evitare soprattutto lo stress della guida e del traffico.
Era stata un’ottima idea, Chris infatti ne aveva approfittato per rientrate con noi.
Erano stati due giorni incredibili, decisamente stancanti ma assolutamente unici.
Vedere il mondo in cui Chris lavorava e si muoveva abitualmente era stata davvero una bellissima esperienza, e bellissimo era stato specialmente ricevere piccoli regali dai vari stilisti presenti all’evento, avevamo fatto bene a portare i nostri trolley più grandi perché ora straripavano di nuovi accessori e gadget rigorosamente griffati.
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Una mattina di qualche giorno fa, avevo ricevuto un messaggio da parte di Chris, il mio carissimo amico, il quale invitava me e le ragazze ad andare ad assistere alle prove della ‘Settimana dell’Alta Moda’ a Lucerna, che avrebbe organizzato la ditta per il quale lavorava.
Avvisai Stella, Sam e Cloé e ci incontrammo per organizzare il tutto.

Dopo una mezz’oretta di convenevoli, chiacchiere da donne e immancabili risate, aprimmo le nostre agende virtuali per trovare un giorno che potesse andar bene per tutte e quattro.
L’idea era di partire la sera, dopo i rispettivi lavori, e ritornare la sera seguente, dopo la sfilata.
Iniziammo ad elencare i vari giorni, e ci accorgemmo subito che Stella era particolarmente impegnata quella settimana.
Alle nostre domande su cosa avesse da fare era abbastanza evasiva, e questo poteva significare solo una cosa; c’era un uomo di mezzo!
Partimmo con il nostro bombardamento di domande a raffica senza darle nemmeno il tempo di respirare, in modo da farla cedere e raccontarci tutto, questa tecnica, tra di noi, veniva sempre usata con un tasso di successo del 100%.
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rosa vudu

L’estate era ormai un ricordo che sembrava lontanissimo, anche se in realtà erano passati solo pochi mesi.
Eravamo in quel periodo meraviglioso, dove gli alberi e la natura iniziavano a colorarsi di calde sfumature e l’aria diventava così limpida da guardare le montagne lontane ed avere l’impressione di poterle toccare con un dito.
Il sole, inoltre, ci stava graziando, regalandoci giornate tiepide e perfette per passare del tempo all’aria aperta.
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bocca

Caronte!
La parola magica di questo periodo era Caronte.
Il caldo era arrivato a livelli invivibili.
Fosse stato solo il caldo l’avremmo anche potuto sopportare (in fondo siamo in estate), ma Caronte doveva sicuramente avere un senso dell’umorismo molto perverso.
Lo immaginavo armato di un nebulizzatore formato famiglia, giusto per divertirsi a creare quella bellissima coltre di umidità che ti porta ad essere più asciutta quando sei sotto la doccia di quando esci, e a chiederti se per qualche guasto nello spazio temporale ti sei ‘dislocata’ in Vietnam.
Questa situazione, è provato scientificamente, può provocare allucinazioni, perdita di identità, visioni mistiche e trasmutazioni.
In questo momento credo di essere sotto l’effetto di una di queste patologie, anzi non ne ho il minimo dubbio.
Mi auguro di avere quindi il perdono e la comprensione dei miei lettori quando saranno alle prese con questo mio nuovo articolo.

La giornata doveva comunque iniziare, il lavoro chiamava e lo schermo del mio Mac con la pagina bianca mi attendeva…

Sono un’artista. Ebbene si.
Dipingo, anzi, non dipingo più da tanto, tanto, tanto tempo.
Perché?

Sono una persona tendenzialmente molto creativa, ma ancor di più sono molto curiosa, assetata di conoscenza e con infiniti interessi.
Come ben sapete, dopo la fine della mia storia con MisterX, mi è crollato addosso il mondo intero.
Crisi.
Apatia.
Depressione.
E poi, la lenta rinascita.

Rinascere dopo tantissimi mesi di introspezione significa mettersi completamente a nudo e rivalutare tutto quello che si è fatto e che si è stati fino a quel momento.
Io l’ho fatto.
Non è facile, ma non mi piacciono, e non sono abituata, alle cose facili.
Ed ecco che alla fine di questa introspezione, è esplosa la voglia di scrivere, di raccontare di come le persone si relazionano, si amano, si odiano, si vivono; il tutto basandomi su trentotto anni di esperienze personali, ma anche di profonda osservazione delle esperienze di amiche, amici, conoscenti e sconosciuti.
Amo infatti scandagliare l’animo umano, forse in una vita passata sarò stata una sub e scandagliavo fondali marini.
Ora scandaglio le persone!
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