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Nassa

Quella mattina mi trovavo al City (ora Eni, ex Agip).
Stava diventando un po’ complicato riferirsi a questo posto!
Per noi affezionati clienti comunque restava sempre ‘l’Agip’.
Stavo lavorando al mio nuovo articolo.
Un paio di volte a settimana, infatti, andavo a lavorare lì in modo da poter anche osservare le persone e il loro modo di relazionarsi e prendere spunti per i miei argomenti.
Forse perché la maggior parte delle persone presenti erano sole, fatto sta che iniziai a pensare che, da quando avevo ricominciato ad accettare inviti galanti, i miei appuntamenti erano andati uno peggio dell’altro, tanto da farmi ritornare a grandi passi sulla mia decisione iniziale, e cioè quella di restare single e chiudere definitivamente il capitolo uomini.
Mi ricordai di una frase che Cloé disse anni fa; affermava che noi donne, in fondo, siamo sempre sole anche se stiamo con qualcuno, e che quindi era meglio fare come lei, mettersi una bella armatura con tanto di corazza e godersi gli uomini senza aspettare che ci soddisfacessero.
(continua a leggere nella pagina 2)

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Vetrina

Una giornata frenetica stava per iniziare.
Era il compleanno di Sam, e nonostante già da mesi ci avesse invitate per un’apericena (come si usa dire da qualche tempo a questa parte) eravamo come al solito in alto mare; cosa le avremmo potuto regalare?
La scusa ufficiale, che davamo a noi stesse, era: ‘un periodo di fuoco! Nemmeno il tempo di respirare, figurarsi di andare per negozi alla ricerca del regalo!’
Ovviamente la realtà era, come sempre, un pizzico diversa.
Se avessimo contato ogni volta, nell’ultimo mese, in cui avevamo messo piede in un negozio e l’avessimo moltiplicato per tre, sarebbe risultato un numero così alto che ci saremmo dovute chiedere; ‘ma come abbiamo fatto anche a lavorare?’
(continua a leggere nella pagina 2)

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