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io mac e pennelli

L’autunno ci stava ancora regalando splendide giornate, talmente calde da poterle facilmente confondere con la primavera inoltrata, se non fosse stato per i mille colori caldi della natura che dava l’impressione di essere immersi in una tavolozza creata da Dio.

Ero seduta in giardino, in pieno sole, a godermi il caldo e a chiacchierare con Sam al telefono.
Mi stava raccontando del suo lavoro e delle ultime novità.
«Mi sono iscritta ad alcuni corsi d’aggiornamento e di nuove tecniche fisioterapiche e di massaggio. Questo mese sarà un incubo a livello di tempo; il lavoro, i corsi, la casa, tutte le incombenze quotidiane e come se non bastasse un’amica mi ha anche incastrata per due ore ogni tre giorni a darle una mano nella scuola in cui lavora. Non so proprio come farò a fare tutto!»
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Nassa

Quella mattina mi trovavo al City (ora Eni, ex Agip).
Stava diventando un po’ complicato riferirsi a questo posto!
Per noi affezionati clienti comunque restava sempre ‘l’Agip’.
Stavo lavorando al mio nuovo articolo.
Un paio di volte a settimana, infatti, andavo a lavorare lì in modo da poter anche osservare le persone e il loro modo di relazionarsi e prendere spunti per i miei argomenti.
Forse perché la maggior parte delle persone presenti erano sole, fatto sta che iniziai a pensare che, da quando avevo ricominciato ad accettare inviti galanti, i miei appuntamenti erano andati uno peggio dell’altro, tanto da farmi ritornare a grandi passi sulla mia decisione iniziale, e cioè quella di restare single e chiudere definitivamente il capitolo uomini.
Mi ricordai di una frase che Cloé disse anni fa; affermava che noi donne, in fondo, siamo sempre sole anche se stiamo con qualcuno, e che quindi era meglio fare come lei, mettersi una bella armatura con tanto di corazza e godersi gli uomini senza aspettare che ci soddisfacessero.
(continua a leggere nella pagina 2)

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