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reggiseni nero

«Ok, non abbiamo più scuse, le feste sono ufficialmente concluse con la nostra cena dell’altra sera, quindi da oggi si parte con la dieta!» Sophie dopo aver pronunciato queste parole ordinò il secondo giro di spritz e chiese al cameriere di portare qualche stuzzichino in più.

Ci eravamo incontrate per caso in piazza Riforma a Lugano, ed eravamo finite sedute al Tango con la scusa di aggiornarci sulle ultime novità in un posto al caldo invece che in mezzo alla piazza a gelare.
Naturalmente dopo mezz’ora Stella ci aveva raggiunte, accompagnata da Cloé che aveva appena finito il controllo settimanale della sua pasticceria in Via Pessina.
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Bambini

Mancavano ormai poco più di due settimane al momento di archiviare questo 2015 e saltare a piedi pari nel 2016.

La fine di un anno porta sempre a considerazioni, riflessioni, buoni propositi e altri pensieri molto zen, che lo si voglia o meno.
Forse funziona un po’ come per i libri; quando se ne finisce uno, per quanto sia stato bello, o brutto, non si vede l’ora di iniziarne un altro con mille aspettative e la convinzione, quasi sempre errata, che non sarà nemmeno paragonabile a quello appena finito, il libro nuovo sarà un capolavoro, un bestseller che ci resterà nel cuore per sempre e ci cambierà la vita in positivo.
Ecco.
Per il cambio d’anno è la stessa cosa, e immancabilmente ogni fine d’anno ci ritroviamo con le stesse considerazioni, più o meno, gli stessi desideri, le stesse speranze e soprattutto gli stessi buoni propositi che ci trasciniamo dietro da minimo un decennio.
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big baci culo

Quel pomeriggio ero stesa sul divano con un nuovo libro che avevo iniziato da poco, la lettura mi risultava però difficoltosa.
Armata di analgesici di ogni sorta stavo cercando di trovare sollievo al tremendo mal di schiena che da alcuni giorni non mi dava tregua.
Abbandonai così la lettura e provai a scrivere il nuovo articolo per la mia rubrica ‘Coffee Time or Sex Time?’, ero in ritardo con la consegna e la mia editrice non mi avrebbe perdonata se non le avessi consegnato il tutto nel tempo prestabilito.
Scrivere è bello, per gli autori c’è sempre una sorta di magia nel vedere comparire le parole sullo schermo del loro computer e alla fine ritrovarsi con un pezzo, o un libro, che la gente leggerà, commenterà, amerà oppure, perché no, odierà.
Ma il bello sta anche in questo, correre il rischio.
In quell’istante i miei pensieri furono interrotti dal suono del mio iPhone, buttai un occhio e vidi che il nome di Sam lampeggiava come una luminaria natalizia.
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coppia cariatide

La musica che usciva dall’autoradio era coperta dalle chiacchiere di Cloé, Stella, Sam e naturalmente dalle mie.
La nostra direzione, quella mattina, era Locarno, ma la destinazione non delle più piacevoli.
Forse proprio per questo motivo cercavamo in ogni modo di essere allegre e spensierate forzando all’inverosimile queste emozioni.

Qualche settimana prima, Cloé, si era finalmente decisa ad andare da un dermatologo per fare un controllo ad un neo decisamente sospetto, che da qualche mese stava crescendo sulla sua schiena, e dall’aspetto tutt’altro che bello.
Il medico lo aveva rimosso ma non era stato in grado di dirle subito se fosse solo un innocuo neo o altro, così l’aveva spedito in laboratorio per essere analizzato, e oggi, appunto, era il giorno in cui doveva andare a ritirare i risultati.
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3

io mac e pennelli

L’autunno ci stava ancora regalando splendide giornate, talmente calde da poterle facilmente confondere con la primavera inoltrata, se non fosse stato per i mille colori caldi della natura che dava l’impressione di essere immersi in una tavolozza creata da Dio.

Ero seduta in giardino, in pieno sole, a godermi il caldo e a chiacchierare con Sam al telefono.
Mi stava raccontando del suo lavoro e delle ultime novità.
«Mi sono iscritta ad alcuni corsi d’aggiornamento e di nuove tecniche fisioterapiche e di massaggio. Questo mese sarà un incubo a livello di tempo; il lavoro, i corsi, la casa, tutte le incombenze quotidiane e come se non bastasse un’amica mi ha anche incastrata per due ore ogni tre giorni a darle una mano nella scuola in cui lavora. Non so proprio come farò a fare tutto!»
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CoffeeTime_151004__00300

Una mattina di qualche giorno fa, avevo ricevuto un messaggio da parte di Chris, il mio carissimo amico, il quale invitava me e le ragazze ad andare ad assistere alle prove della ‘Settimana dell’Alta Moda’ a Lucerna, che avrebbe organizzato la ditta per il quale lavorava.
Avvisai Stella, Sam e Cloé e ci incontrammo per organizzare il tutto.

Dopo una mezz’oretta di convenevoli, chiacchiere da donne e immancabili risate, aprimmo le nostre agende virtuali per trovare un giorno che potesse andar bene per tutte e quattro.
L’idea era di partire la sera, dopo i rispettivi lavori, e ritornare la sera seguente, dopo la sfilata.
Iniziammo ad elencare i vari giorni, e ci accorgemmo subito che Stella era particolarmente impegnata quella settimana.
Alle nostre domande su cosa avesse da fare era abbastanza evasiva, e questo poteva significare solo una cosa; c’era un uomo di mezzo!
Partimmo con il nostro bombardamento di domande a raffica senza darle nemmeno il tempo di respirare, in modo da farla cedere e raccontarci tutto, questa tecnica, tra di noi, veniva sempre usata con un tasso di successo del 100%.
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3

laura bar

Ero al telefono con il mio amico Chris che mi stava raccontando della sua nuova storia, sembrava essere partita con i migliori presupposti, e lui, naturalmente, era al settimo cielo.
Non riusciva ancora a credere che Sophie fosse realmente quella che si stava mostrando, ma voleva darle una possibilità e provare a lasciarsi andare.
Sbaglio o avevamo tutti lo stesso problema?
Chris, però, non stava più nella pelle dalla curiosità, voleva sapere di me, e mi tartassò di domande finché non gli raccontai del mio proseguo con Big.
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ombre

Ero accoccolata nel mio letto con una puntata della mia serie tv preferita, quando suonò il telefono e comparve un numero che non conoscevo.
Non so perché risposi, ma appena dissi ‘pronto?’ mi pentii amaramente di aver accettato la chiamata, e non sapevo ancora cosa mi stava aspettando…

…Dall’altro capo del telefono sentii una voce maschile che non riconobbi subito.
Aveva un tono molto sostenuto e aggressivo.
Il tempo di realizzare che era il figlio di Sid e mi sentii insultare e attaccare con ogni genere di accuse ed epiteti.
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Rabbit_1

…per ingannare l’attesa ci accordammo per un’uscita di shopping alternativo, ovvero batterie in quantità industriale e lubrificante al silicone della Durex a litri.
Alla peggio l’avremmo rivenduto ad Erika!…

Mentre girovagavamo per negozi, io e Stella, facemmo ‘provviste’ anche per le altre, accumulando una quantità assurda di sguardi invidiosi e/o scandalizzati delle varie commesse quando ci presentavamo a pagare stock industriali di lubrificanti di ogni tipo.

Tutto questo era nuovo per noi.
Stavamo entrando nell’era dell’emancipazione sessuale, dei surrogati erotici alla figura maschile, della fine del bisogno di un uomo per avere una vita erotica soddisfacente, o almeno così credevamo.
Mancava solo lui.
Il Rabbit!
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Rabbit_1
Erano successe diverse cose in queste ultime settimane, ognuna di noi immancabilmente aveva sempre qualcosa da raccontare e da confidare alle proprie amiche, e questo faceva la nostra forza.
Una accanto all’altra sempre, nei momenti belli ed in quelli difficili, senza però invadere gli spazi delle altre e senza mai un sentimento di gelosia tra di noi.

Ricapitolando.
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