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Passaggio proibito

‘Prossima fermata Lugano…’

La voce metallica dell’altoparlante ci stava avvisando che mancava poco alla nostra fermata.
Eravamo di ritorno dal nostro mini viaggio per le sfilate alle quali ci aveva invitate Chris, dopo aver discusso a lungo avevamo optato per recarci in treno in modo da poterci rilassare ed evitare soprattutto lo stress della guida e del traffico.
Era stata un’ottima idea, Chris infatti ne aveva approfittato per rientrate con noi.
Erano stati due giorni incredibili, decisamente stancanti ma assolutamente unici.
Vedere il mondo in cui Chris lavorava e si muoveva abitualmente era stata davvero una bellissima esperienza, e bellissimo era stato specialmente ricevere piccoli regali dai vari stilisti presenti all’evento, avevamo fatto bene a portare i nostri trolley più grandi perché ora straripavano di nuovi accessori e gadget rigorosamente griffati.
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rosa vudu

L’estate era ormai un ricordo che sembrava lontanissimo, anche se in realtà erano passati solo pochi mesi.
Eravamo in quel periodo meraviglioso, dove gli alberi e la natura iniziavano a colorarsi di calde sfumature e l’aria diventava così limpida da guardare le montagne lontane ed avere l’impressione di poterle toccare con un dito.
Il sole, inoltre, ci stava graziando, regalandoci giornate tiepide e perfette per passare del tempo all’aria aperta.
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ombre

Ero accoccolata nel mio letto con una puntata della mia serie tv preferita, quando suonò il telefono e comparve un numero che non conoscevo.
Non so perché risposi, ma appena dissi ‘pronto?’ mi pentii amaramente di aver accettato la chiamata, e non sapevo ancora cosa mi stava aspettando…

…Dall’altro capo del telefono sentii una voce maschile che non riconobbi subito.
Aveva un tono molto sostenuto e aggressivo.
Il tempo di realizzare che era il figlio di Sid e mi sentii insultare e attaccare con ogni genere di accuse ed epiteti.
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Rabbit_1
Erano successe diverse cose in queste ultime settimane, ognuna di noi immancabilmente aveva sempre qualcosa da raccontare e da confidare alle proprie amiche, e questo faceva la nostra forza.
Una accanto all’altra sempre, nei momenti belli ed in quelli difficili, senza però invadere gli spazi delle altre e senza mai un sentimento di gelosia tra di noi.

Ricapitolando.
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Tacco

…Come si sa, al peggio non c’è mai fine, e infatti le dis-avventure di Sonia non finiscono qui…

Le sue ‘vittime’ si susseguivano ad un ritmo sempre più ossessivo, e noi, eravamo ormai rassegnate a vederla single per il resto dei suoi giorni.
Tra gli episodi più bizzarri, c’era sicuramente l’avventura con un suo caro amico, che non aveva mai considerato come potenziale fidanzato, ma si sapeva che, in tempo di carestia, Sonia sarebbe stata capace di acchiappare qualunque esemplare maschile a patto che respirasse.
E fu così che iniziò a vedere il suo caro amico, che aveva una cotta per lei da anni, sotto un’altra luce.
Si conoscevano già e quindi tutte pensammo che questa volta non avrebbe potuto inventarsi chissà quale scusa per scaricare anche lui, ma ci sbagliavamo in pieno.
Lui era un elettricista, si stavano frequentando da ormai un paio di settimane e tutto sembrava andare bene, quando successe il patatrac.
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Tacco

Eravamo ormai ritornate da qualche giorno dal nostro mini-viaggio introspettivo in terra ligure, e ripreso il nostro tran-tran quotidiano.

Una delle nostre piacevoli routine era quella di incontrarci per pranzare insieme una volta a settimana, se possibile, e raccontarci le ultime novità.
Quella tarda mattina mi stavo appunto preparando per uscire e trovarmi con le mie amiche.
Arrivai allo Snack Bar Gordy e trovai Sam e Stella già sedute ad un tavolino all’aperto ad aspettarci.
Cloé ancora non si vedeva.

Mentre aspettavamo il suo arrivo e sorseggiavamo il nostro Spritz, Sam disse che aveva sentito Cloé qualche giorno prima consigliandole caldamente di riflettere bene e di provare a dare ancora una possibilità a Sid.
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Stazione_2

Una delle frasi che avevo sentito dirmi più spesso durante i miei mesi di disfatta era
«Vedrai Laura, quando smettiamo di cercare le cose, esse arrivano da sole! E’ sempre così fidati.»
Ad essere sinceri, in questi mesi, non me ne poteva importare di meno.
Avevo ormai deciso di godermi la mia ‘singletudine’ e dare un addio definitivo alle storie serie.
Accettavo inviti che difficilmente avevano un ‘secondo tempo’, uscivo con le amiche, e mi dedicavo alle cose che avevo voglia di fare, punto e stop.
Mi sentivo bene, davvero, non è una bugia.
Stavo bene con me stessa (e grazie a Dio non avevo mai avuto problemi a stare sola, anzi!), mi godevo il mio tempo come meglio credevo e non mi mancava assolutamente nulla.
Il dolore e la depressione post MisterX erano scomparsi quasi del tutto, per la maggior parte del tempo stavo bene e non ci pensavo proprio, ma poi…
…ma poi capitavano quei giorni, o quelle sere, come in questo caso, in cui la nostalgia e il dolore riemergevano all’improvviso e riuscivano a togliermi il fiato e squarciarmi di nuovo il cuore anche se ormai erano passati davvero tanti mesi.
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Nassa

Quella mattina mi trovavo al City (ora Eni, ex Agip).
Stava diventando un po’ complicato riferirsi a questo posto!
Per noi affezionati clienti comunque restava sempre ‘l’Agip’.
Stavo lavorando al mio nuovo articolo.
Un paio di volte a settimana, infatti, andavo a lavorare lì in modo da poter anche osservare le persone e il loro modo di relazionarsi e prendere spunti per i miei argomenti.
Forse perché la maggior parte delle persone presenti erano sole, fatto sta che iniziai a pensare che, da quando avevo ricominciato ad accettare inviti galanti, i miei appuntamenti erano andati uno peggio dell’altro, tanto da farmi ritornare a grandi passi sulla mia decisione iniziale, e cioè quella di restare single e chiudere definitivamente il capitolo uomini.
Mi ricordai di una frase che Cloé disse anni fa; affermava che noi donne, in fondo, siamo sempre sole anche se stiamo con qualcuno, e che quindi era meglio fare come lei, mettersi una bella armatura con tanto di corazza e godersi gli uomini senza aspettare che ci soddisfacessero.
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Concessione, fino a revoca, per uso illustrazione blog: Coffee time or Sex time
Concessione, fino a revoca, per uso illustrazione blog: Coffee time or Sex time

Doveva pur esistere un modo per scacciare momentaneamente il pensiero fisso di MisterX; e di tutti i ricordi che l’incombente primavera mi stava scatenando!

Primavera, stagione che per qualche misterioso motivo in tutte noi scatena effetti che ci rendono come fossimo sotto l’effetto di “Lucy in the sky with diamonds”.
Sorvoliamo sul fatto che, per noi donne la primavera ha inizio con il primo raggio di sole di inizio febbraio, iniziamo sentendo il classico profumo di pioggia in evaporazione, misto ad erba appena tagliata e Bleu de Chanel.
La città diventa un luogo mistico dove nei parchi vediamo spuntare mandorli in fiore ad ogni angolo; in realtà sono semplici siepi fiorite, e se siamo proprio fortunate magari qualche melo.
Le persone sorridono e iniziano a sfogliarsi come delle cipolle dai loro mille strati di abiti invernali.
Lo smog per le strade del centro diventa all’improvviso colorato e luminoso, e gli schizzi delle auto che ci sfrecciano accanto si trasformano in deliziose nebulizzazioni degne delle migliori SPA.
Diciamocelo, decisamente Lucy ci fa un baffo.

Quella mattina mentre bevevo il primo ed unico caffè della giornata ebbi finalmente la risposta al mio tarlo, che non mi faceva nemmeno più dormire; dovevo procurarmi un uomo farfalla.
L’uomo farfalla è la versione femminile del classico “chiodo schiaccia chiodo”, ma con alcune limitazioni ben delineate - a differenza degli uomini che non vanno troppo per il sottile in questi frangenti.
I requisiti erano: doveva abitare abbastanza lontano, in modo da non dover inventare troppe scuse per evitare di uscirci e vederlo. Doveva avere una buona padronanza della lingua italiana (odio i “xché”, “cmq”, “kome va?”, e tutta la serie di obbrobri molto in voga di questi tempi) insomma, che almeno sapesse scrivere “perché” nel modo giusto!
Un aspetto fisico gradevole era sicuramente gradito ma non strettamente necessario, ed infine, la prerogativa principale, io dovevo piacere a lui tanto da fargli perdere completamente la testa nel giro di un giorno.
Ma dove trovarlo?
Iniziai la mia ricerca nel luogo più accessibile, immediato e ricco di fauna maschile - un social network.(continua a leggere nella pagina 2)

gamba lago Lugano.
Città che permette di essere vissuta in innumerevoli modi.
Sia che voi siate il tipo chic, piuttosto che l’appassionato di trekking, o l’amante della vita mondana ma non troppo.
Lugano.
Una moltitudine di persone che camminano per le vie ogni giorno, con le loro storie e le loro vite.
Lugano.
Città in cui, le donne che la abitano, sono sempre più potenti; pagano le tasse, hanno lavori prestigiosi, sono spesso single, hanno superato i 35 anni e fanno shopping in Via Nassa con la loro Visa oro.
Queste donne le incontriamo ogni giorno, eppure sembriamo non volerci accorgere del potere che hanno acquisito. Ma, queste affascinanti e potenti donne, hanno un tallone d’Achille in comune con tutte le altre donne dell’universo; sopravvivere alla fine di una storia. (continua a leggere nella pagina 2)

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