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big baci culo

Quel pomeriggio ero stesa sul divano con un nuovo libro che avevo iniziato da poco, la lettura mi risultava però difficoltosa.
Armata di analgesici di ogni sorta stavo cercando di trovare sollievo al tremendo mal di schiena che da alcuni giorni non mi dava tregua.
Abbandonai così la lettura e provai a scrivere il nuovo articolo per la mia rubrica ‘Coffee Time or Sex Time?’, ero in ritardo con la consegna e la mia editrice non mi avrebbe perdonata se non le avessi consegnato il tutto nel tempo prestabilito.
Scrivere è bello, per gli autori c’è sempre una sorta di magia nel vedere comparire le parole sullo schermo del loro computer e alla fine ritrovarsi con un pezzo, o un libro, che la gente leggerà, commenterà, amerà oppure, perché no, odierà.
Ma il bello sta anche in questo, correre il rischio.
In quell’istante i miei pensieri furono interrotti dal suono del mio iPhone, buttai un occhio e vidi che il nome di Sam lampeggiava come una luminaria natalizia.
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CoffeeTime_150901_00243

C’erano una volta quattro donne che camminavano spedite in direzione di una grande porta in vetro automatica.
Nei loro occhi uno scintillio di brama non poteva passare inosservato.
Più si avvicinavano e più aumentavano i battiti cardiaci, le farfalle nello stomaco diventavano uno sciame di api impazzite e il loro passo accelerava con il calare dei metri che le separavano dalla meta.
Quella porta era l’equivalente della grotta contenente il tesoro della fiaba di Alì Babà e i quaranta ladroni, con l’unica differenza che per aprirla non occorreva conoscere la formula magica ‘apriti sesamo’.
Infatti, giunte a pochi centimetri dal vetro, esso si spalancò davanti a loro, mostrando l’ingresso per il paradiso.
Il Centro commerciale Lugano Sud.
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Nassa

Quella mattina mi trovavo al City (ora Eni, ex Agip).
Stava diventando un po’ complicato riferirsi a questo posto!
Per noi affezionati clienti comunque restava sempre ‘l’Agip’.
Stavo lavorando al mio nuovo articolo.
Un paio di volte a settimana, infatti, andavo a lavorare lì in modo da poter anche osservare le persone e il loro modo di relazionarsi e prendere spunti per i miei argomenti.
Forse perché la maggior parte delle persone presenti erano sole, fatto sta che iniziai a pensare che, da quando avevo ricominciato ad accettare inviti galanti, i miei appuntamenti erano andati uno peggio dell’altro, tanto da farmi ritornare a grandi passi sulla mia decisione iniziale, e cioè quella di restare single e chiudere definitivamente il capitolo uomini.
Mi ricordai di una frase che Cloé disse anni fa; affermava che noi donne, in fondo, siamo sempre sole anche se stiamo con qualcuno, e che quindi era meglio fare come lei, mettersi una bella armatura con tanto di corazza e godersi gli uomini senza aspettare che ci soddisfacessero.
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