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a1scuse

Il 10 gennaio era da sempre una delle nostre date predilette.
Il motivo?
Semplice, segnava la fine di tutte quelle festività quali; Natale, vigilia, ultimo dell’anno, capodanno, epifania, settimana delle catene di S.Antonio, Santa Madonna Vergine, Santi Pinco e Pallino, giornata mondiale dei Santi Tizio e Caio, e via dicendo, che, parlandoci chiaro, erano solo una scocciatura di dimensioni epiche, o se vogliamo, una fiera dell’ipocrisia travestita da babbo natale
(chi diavolo erano poi tutti quei Santi e Sante?).
Proprio per questo motivo, il 10 gennaio di ogni anno, nessuno di noi poteva esimersi dalla nostra cena anti-festività.
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lite donne

Cloé stava trafficando in cucina, impegnata in un nuovo esperimento per un dolce che le era apparso in sogno quella notte, e che voleva assolutamente inserire nell’assortimento della sua catena di pasticcerie come novità assoluta per il 2016.
Me ne stavo appollaiata su di uno sgabello, e mentre la osservavo, avevo l’impressione di stare per assistere alla nascita della cura per ogni malattia conosciuta.
Cloé sembrava un chimico, tutta assorta a pesare, misurare, dosare ed assaggiare gli ingredienti più disparati e strani.
Mentre trafficava con i suoi ‘intrugli’ mi raccontò di Sid e della sua ossessione verso di lei, che ancora non sembrava essere cessata.
Poi passò ad un altro argomento, ma io ormai ero già persa nei miei pensieri e non avevo sentito una parola di quello che mi aveva appena detto.
Davanti al mio mutismo, Cloé si girò verso di me, e mi trovò con il mento appoggiato alla mano, lo sguardo che fissava qualcosa di indefinito e l’aria completamente assente.
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Bambini

Mancavano ormai poco più di due settimane al momento di archiviare questo 2015 e saltare a piedi pari nel 2016.

La fine di un anno porta sempre a considerazioni, riflessioni, buoni propositi e altri pensieri molto zen, che lo si voglia o meno.
Forse funziona un po’ come per i libri; quando se ne finisce uno, per quanto sia stato bello, o brutto, non si vede l’ora di iniziarne un altro con mille aspettative e la convinzione, quasi sempre errata, che non sarà nemmeno paragonabile a quello appena finito, il libro nuovo sarà un capolavoro, un bestseller che ci resterà nel cuore per sempre e ci cambierà la vita in positivo.
Ecco.
Per il cambio d’anno è la stessa cosa, e immancabilmente ogni fine d’anno ci ritroviamo con le stesse considerazioni, più o meno, gli stessi desideri, le stesse speranze e soprattutto gli stessi buoni propositi che ci trasciniamo dietro da minimo un decennio.
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3

io mac e pennelli

L’autunno ci stava ancora regalando splendide giornate, talmente calde da poterle facilmente confondere con la primavera inoltrata, se non fosse stato per i mille colori caldi della natura che dava l’impressione di essere immersi in una tavolozza creata da Dio.

Ero seduta in giardino, in pieno sole, a godermi il caldo e a chiacchierare con Sam al telefono.
Mi stava raccontando del suo lavoro e delle ultime novità.
«Mi sono iscritta ad alcuni corsi d’aggiornamento e di nuove tecniche fisioterapiche e di massaggio. Questo mese sarà un incubo a livello di tempo; il lavoro, i corsi, la casa, tutte le incombenze quotidiane e come se non bastasse un’amica mi ha anche incastrata per due ore ogni tre giorni a darle una mano nella scuola in cui lavora. Non so proprio come farò a fare tutto!»
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3

laura bar

Ero al telefono con il mio amico Chris che mi stava raccontando della sua nuova storia, sembrava essere partita con i migliori presupposti, e lui, naturalmente, era al settimo cielo.
Non riusciva ancora a credere che Sophie fosse realmente quella che si stava mostrando, ma voleva darle una possibilità e provare a lasciarsi andare.
Sbaglio o avevamo tutti lo stesso problema?
Chris, però, non stava più nella pelle dalla curiosità, voleva sapere di me, e mi tartassò di domande finché non gli raccontai del mio proseguo con Big.
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ombre

E infatti arrivarono le 11.30 e dalla porta della mia camera d’ospedale erano entrate solo Cloé, un medico, qualche infermiera e Sam…Lo sapevo, me l’aspettavo, ne ero conscia, ma allora perché mi sentivo così triste?

Restai sola, Cloé e Sam sarebbero tornate nel tardo pomeriggio.
Mentre rimuginavo sui motivi della mia reazione mi chiamò Stella, che, come sempre, riuscì a rimettermi di buon umore e a farmi passare una divertente mezz’ora spettegolando sulle varie vipere di nostra conoscenza e raccontandomi della sua amicizia con Alessandro che si stava consolidando sempre di più.
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ombre

Ero accoccolata nel mio letto con una puntata della mia serie tv preferita, quando suonò il telefono e comparve un numero che non conoscevo.
Non so perché risposi, ma appena dissi ‘pronto?’ mi pentii amaramente di aver accettato la chiamata, e non sapevo ancora cosa mi stava aspettando…

…Dall’altro capo del telefono sentii una voce maschile che non riconobbi subito.
Aveva un tono molto sostenuto e aggressivo.
Il tempo di realizzare che era il figlio di Sid e mi sentii insultare e attaccare con ogni genere di accuse ed epiteti.
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Rabbit_1

…per ingannare l’attesa ci accordammo per un’uscita di shopping alternativo, ovvero batterie in quantità industriale e lubrificante al silicone della Durex a litri.
Alla peggio l’avremmo rivenduto ad Erika!…

Mentre girovagavamo per negozi, io e Stella, facemmo ‘provviste’ anche per le altre, accumulando una quantità assurda di sguardi invidiosi e/o scandalizzati delle varie commesse quando ci presentavamo a pagare stock industriali di lubrificanti di ogni tipo.

Tutto questo era nuovo per noi.
Stavamo entrando nell’era dell’emancipazione sessuale, dei surrogati erotici alla figura maschile, della fine del bisogno di un uomo per avere una vita erotica soddisfacente, o almeno così credevamo.
Mancava solo lui.
Il Rabbit!
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Rabbit_1
Erano successe diverse cose in queste ultime settimane, ognuna di noi immancabilmente aveva sempre qualcosa da raccontare e da confidare alle proprie amiche, e questo faceva la nostra forza.
Una accanto all’altra sempre, nei momenti belli ed in quelli difficili, senza però invadere gli spazi delle altre e senza mai un sentimento di gelosia tra di noi.

Ricapitolando.
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Tacco

…Come si sa, al peggio non c’è mai fine, e infatti le dis-avventure di Sonia non finiscono qui…

Le sue ‘vittime’ si susseguivano ad un ritmo sempre più ossessivo, e noi, eravamo ormai rassegnate a vederla single per il resto dei suoi giorni.
Tra gli episodi più bizzarri, c’era sicuramente l’avventura con un suo caro amico, che non aveva mai considerato come potenziale fidanzato, ma si sapeva che, in tempo di carestia, Sonia sarebbe stata capace di acchiappare qualunque esemplare maschile a patto che respirasse.
E fu così che iniziò a vedere il suo caro amico, che aveva una cotta per lei da anni, sotto un’altra luce.
Si conoscevano già e quindi tutte pensammo che questa volta non avrebbe potuto inventarsi chissà quale scusa per scaricare anche lui, ma ci sbagliavamo in pieno.
Lui era un elettricista, si stavano frequentando da ormai un paio di settimane e tutto sembrava andare bene, quando successe il patatrac.
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