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reggiseni nero

«Ok, non abbiamo più scuse, le feste sono ufficialmente concluse con la nostra cena dell’altra sera, quindi da oggi si parte con la dieta!» Sophie dopo aver pronunciato queste parole ordinò il secondo giro di spritz e chiese al cameriere di portare qualche stuzzichino in più.

Ci eravamo incontrate per caso in piazza Riforma a Lugano, ed eravamo finite sedute al Tango con la scusa di aggiornarci sulle ultime novità in un posto al caldo invece che in mezzo alla piazza a gelare.
Naturalmente dopo mezz’ora Stella ci aveva raggiunte, accompagnata da Cloé che aveva appena finito il controllo settimanale della sua pasticceria in Via Pessina.
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a1scuse

Il 10 gennaio era da sempre una delle nostre date predilette.
Il motivo?
Semplice, segnava la fine di tutte quelle festività quali; Natale, vigilia, ultimo dell’anno, capodanno, epifania, settimana delle catene di S.Antonio, Santa Madonna Vergine, Santi Pinco e Pallino, giornata mondiale dei Santi Tizio e Caio, e via dicendo, che, parlandoci chiaro, erano solo una scocciatura di dimensioni epiche, o se vogliamo, una fiera dell’ipocrisia travestita da babbo natale
(chi diavolo erano poi tutti quei Santi e Sante?).
Proprio per questo motivo, il 10 gennaio di ogni anno, nessuno di noi poteva esimersi dalla nostra cena anti-festività.
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lite donne

Cloé stava trafficando in cucina, impegnata in un nuovo esperimento per un dolce che le era apparso in sogno quella notte, e che voleva assolutamente inserire nell’assortimento della sua catena di pasticcerie come novità assoluta per il 2016.
Me ne stavo appollaiata su di uno sgabello, e mentre la osservavo, avevo l’impressione di stare per assistere alla nascita della cura per ogni malattia conosciuta.
Cloé sembrava un chimico, tutta assorta a pesare, misurare, dosare ed assaggiare gli ingredienti più disparati e strani.
Mentre trafficava con i suoi ‘intrugli’ mi raccontò di Sid e della sua ossessione verso di lei, che ancora non sembrava essere cessata.
Poi passò ad un altro argomento, ma io ormai ero già persa nei miei pensieri e non avevo sentito una parola di quello che mi aveva appena detto.
Davanti al mio mutismo, Cloé si girò verso di me, e mi trovò con il mento appoggiato alla mano, lo sguardo che fissava qualcosa di indefinito e l’aria completamente assente.
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Bambini

Mancavano ormai poco più di due settimane al momento di archiviare questo 2015 e saltare a piedi pari nel 2016.

La fine di un anno porta sempre a considerazioni, riflessioni, buoni propositi e altri pensieri molto zen, che lo si voglia o meno.
Forse funziona un po’ come per i libri; quando se ne finisce uno, per quanto sia stato bello, o brutto, non si vede l’ora di iniziarne un altro con mille aspettative e la convinzione, quasi sempre errata, che non sarà nemmeno paragonabile a quello appena finito, il libro nuovo sarà un capolavoro, un bestseller che ci resterà nel cuore per sempre e ci cambierà la vita in positivo.
Ecco.
Per il cambio d’anno è la stessa cosa, e immancabilmente ogni fine d’anno ci ritroviamo con le stesse considerazioni, più o meno, gli stessi desideri, le stesse speranze e soprattutto gli stessi buoni propositi che ci trasciniamo dietro da minimo un decennio.
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Catene mani

Un giorno qualsiasi di una settimana qualsiasi, mi trovavo in casa mentre lavoravo con poca voglia, l’umore non era dei migliori e, sarà stato per il vento da Nord in arrivo, o per qualche ignoto motivo, mi sentivo decisamente inquieta e nervosa.
Fu così che iniziai una discussione con Big.
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big baci culo

Quel pomeriggio ero stesa sul divano con un nuovo libro che avevo iniziato da poco, la lettura mi risultava però difficoltosa.
Armata di analgesici di ogni sorta stavo cercando di trovare sollievo al tremendo mal di schiena che da alcuni giorni non mi dava tregua.
Abbandonai così la lettura e provai a scrivere il nuovo articolo per la mia rubrica ‘Coffee Time or Sex Time?’, ero in ritardo con la consegna e la mia editrice non mi avrebbe perdonata se non le avessi consegnato il tutto nel tempo prestabilito.
Scrivere è bello, per gli autori c’è sempre una sorta di magia nel vedere comparire le parole sullo schermo del loro computer e alla fine ritrovarsi con un pezzo, o un libro, che la gente leggerà, commenterà, amerà oppure, perché no, odierà.
Ma il bello sta anche in questo, correre il rischio.
In quell’istante i miei pensieri furono interrotti dal suono del mio iPhone, buttai un occhio e vidi che il nome di Sam lampeggiava come una luminaria natalizia.
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coppia cariatide

La musica che usciva dall’autoradio era coperta dalle chiacchiere di Cloé, Stella, Sam e naturalmente dalle mie.
La nostra direzione, quella mattina, era Locarno, ma la destinazione non delle più piacevoli.
Forse proprio per questo motivo cercavamo in ogni modo di essere allegre e spensierate forzando all’inverosimile queste emozioni.

Qualche settimana prima, Cloé, si era finalmente decisa ad andare da un dermatologo per fare un controllo ad un neo decisamente sospetto, che da qualche mese stava crescendo sulla sua schiena, e dall’aspetto tutt’altro che bello.
Il medico lo aveva rimosso ma non era stato in grado di dirle subito se fosse solo un innocuo neo o altro, così l’aveva spedito in laboratorio per essere analizzato, e oggi, appunto, era il giorno in cui doveva andare a ritirare i risultati.
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rosa vudu

L’estate era ormai un ricordo che sembrava lontanissimo, anche se in realtà erano passati solo pochi mesi.
Eravamo in quel periodo meraviglioso, dove gli alberi e la natura iniziavano a colorarsi di calde sfumature e l’aria diventava così limpida da guardare le montagne lontane ed avere l’impressione di poterle toccare con un dito.
Il sole, inoltre, ci stava graziando, regalandoci giornate tiepide e perfette per passare del tempo all’aria aperta.
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Il sole filtrava dalla finestra e il campanile della chiesa annunciava l’inizio di una nuova giornata con un’allegra melodia tipica dei paesini di campagna.
Mi girai stiracchiandomi e per un attimo restai confusa; non ero nel mio letto. Un istante soltanto e ricordai che mi trovavo in un albergo, all’altro capo della Svizzera.
Girandomi sentii il dolce tepore del corpo di un uomo accanto a me, il suo respiro ancora profondo e regolare, e la sua mano che nel sonno cercava il mio corpo. Big.
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ombre

Ero accoccolata nel mio letto con una puntata della mia serie tv preferita, quando suonò il telefono e comparve un numero che non conoscevo.
Non so perché risposi, ma appena dissi ‘pronto?’ mi pentii amaramente di aver accettato la chiamata, e non sapevo ancora cosa mi stava aspettando…

…Dall’altro capo del telefono sentii una voce maschile che non riconobbi subito.
Aveva un tono molto sostenuto e aggressivo.
Il tempo di realizzare che era il figlio di Sid e mi sentii insultare e attaccare con ogni genere di accuse ed epiteti.
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