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lite donne

Cloé stava trafficando in cucina, impegnata in un nuovo esperimento per un dolce che le era apparso in sogno quella notte, e che voleva assolutamente inserire nell’assortimento della sua catena di pasticcerie come novità assoluta per il 2016.
Me ne stavo appollaiata su di uno sgabello, e mentre la osservavo, avevo l’impressione di stare per assistere alla nascita della cura per ogni malattia conosciuta.
Cloé sembrava un chimico, tutta assorta a pesare, misurare, dosare ed assaggiare gli ingredienti più disparati e strani.
Mentre trafficava con i suoi ‘intrugli’ mi raccontò di Sid e della sua ossessione verso di lei, che ancora non sembrava essere cessata.
Poi passò ad un altro argomento, ma io ormai ero già persa nei miei pensieri e non avevo sentito una parola di quello che mi aveva appena detto.
Davanti al mio mutismo, Cloé si girò verso di me, e mi trovò con il mento appoggiato alla mano, lo sguardo che fissava qualcosa di indefinito e l’aria completamente assente.
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ombre

Ero accoccolata nel mio letto con una puntata della mia serie tv preferita, quando suonò il telefono e comparve un numero che non conoscevo.
Non so perché risposi, ma appena dissi ‘pronto?’ mi pentii amaramente di aver accettato la chiamata, e non sapevo ancora cosa mi stava aspettando…

…Dall’altro capo del telefono sentii una voce maschile che non riconobbi subito.
Aveva un tono molto sostenuto e aggressivo.
Il tempo di realizzare che era il figlio di Sid e mi sentii insultare e attaccare con ogni genere di accuse ed epiteti.
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Nassa

Quella mattina mi trovavo al City (ora Eni, ex Agip).
Stava diventando un po’ complicato riferirsi a questo posto!
Per noi affezionati clienti comunque restava sempre ‘l’Agip’.
Stavo lavorando al mio nuovo articolo.
Un paio di volte a settimana, infatti, andavo a lavorare lì in modo da poter anche osservare le persone e il loro modo di relazionarsi e prendere spunti per i miei argomenti.
Forse perché la maggior parte delle persone presenti erano sole, fatto sta che iniziai a pensare che, da quando avevo ricominciato ad accettare inviti galanti, i miei appuntamenti erano andati uno peggio dell’altro, tanto da farmi ritornare a grandi passi sulla mia decisione iniziale, e cioè quella di restare single e chiudere definitivamente il capitolo uomini.
Mi ricordai di una frase che Cloé disse anni fa; affermava che noi donne, in fondo, siamo sempre sole anche se stiamo con qualcuno, e che quindi era meglio fare come lei, mettersi una bella armatura con tanto di corazza e godersi gli uomini senza aspettare che ci soddisfacessero.
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Vetrina

Una giornata frenetica stava per iniziare.
Era il compleanno di Sam, e nonostante già da mesi ci avesse invitate per un’apericena (come si usa dire da qualche tempo a questa parte) eravamo come al solito in alto mare; cosa le avremmo potuto regalare?
La scusa ufficiale, che davamo a noi stesse, era: ‘un periodo di fuoco! Nemmeno il tempo di respirare, figurarsi di andare per negozi alla ricerca del regalo!’
Ovviamente la realtà era, come sempre, un pizzico diversa.
Se avessimo contato ogni volta, nell’ultimo mese, in cui avevamo messo piede in un negozio e l’avessimo moltiplicato per tre, sarebbe risultato un numero così alto che ci saremmo dovute chiedere; ‘ma come abbiamo fatto anche a lavorare?’
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Una nuova giornata stava per iniziare.
Il sole faceva capolino tra le tapparelle della mia camera, mi trovavo in quel piacevole stato che precede la veglia ma lo si può ancora definire sonno.
In momenti come questo, spesso, arrivano alla mente pensieri e riflessioni comparse dal nulla, così; senza nemmeno degnarsi di dare un preavviso.
In questa giornata il mio pensiero inaspettato riguardava le donne che in qualche modo fanno sesso come uomini. Ma cosa significava realmente fare sesso come uomini?

Decisi finalmente di alzarmi, anche perché, avevo appuntamento con il magico trio (Sam, Stella e Cloé) per un brunch.
Stella era la Presidentessa di una grande associazione a favore degli animali, e sovente organizzava eventi di questo tipo per la raccolta di fondi.
Era un vero ciclone vivente, quando qualcosa le stava a cuore sfoderava una determinazione assolutamente incredibile.
Non per nulla a trent’anni rivestiva già la carica di Presidentessa!
Adoravamo i suoi eventi, oltre a scegliere sempre delle location da togliere il fiato, sapeva anche creare un ambiente gradevole, divertente e allegro, e, non per ultimo in ordine di importanza, si staccava un assegno per una causa davvero importante.
Questa volta ci aspettava al ‘Lugano Suitenhotel Parco Paradiso’, molto rinomato per i suoi meravigliosi brunch della domenica.
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